CHIESE

Alla scoperta della Chiesa del Carmine

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Proseguiamo il nostro itinerario virtuale alla scoperta dei luoghi di culto di Francofonte. Questa volta vi portiamo nella Chiesa del Carmine (ex Chiesa di San Sebastiano), da sempre considerata come la seconda più importante del paese, dopo la Basilica di Sant’Antonio di Padova.

Cenni storici

La fondazione della Chiesa del Carmine risale alla seconda metà del XV secolo; mentre, all’inizio del XVIII secolo, e più esattamente nel 1708, dopo il terremoto del 1693, assistiamo alla riedificazione. All’inizio, la chiesa era affiancata al convento dei Carmelitani, che, originariamente, era situato nella zona periferica orientale. Dopo la sua ricostruzione, è stato collocato nello stesso luogo in cui era già presente la chiesa di San Sebastiano.

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Dopo la legge sulla soppressione delle corporazioni religiose del 1866, il convento dei Carmelitani è stato espropriato ed è il Comune ad acquistarlo. Proprio nel convento colloca la propria sede. Lo stesso poi viene abbattuto, nel 1885 circa, per fare spazio al nuovo Palazzo di Città.

Un momento di grande importanza era la festività di San Sebastiano. La festa vedeva una grande partecipazione da parte degli abitanti di Francofonte. Un anno particolarmente significativo fu il 1941, quando la Chiesa del Carmine viene elevata a sede parrocchiale.

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Caratteristiche strutturali

Dal punto di vista strutturale, la chiesa ha un’alta facciata chiusa agli angoli da paraste tuscaniche. Al di sopra del portale si trova una statua raffigurante la Madonna del Carmine. Lungo le pareti laterali, esattamente tre per lato, possiamo notare sei finestroni con arco ribassato. Dopo il sisma del 1693 la cosiddetta Strada del Corso, che si affaccia verso la chiesa, ha subìto dei lavori di raddrizzamento. La facciata è stata spostata verso sud per essere allineata con la nuova strada.

L’interno

Per quanto riguarda l’interno, esso ha un’unica navata con tre altari sul lato destro e due sul lato sinistro. Sempre su questo lato, troviamo una porticina che immette alla scala a chiocciola, che porta alla cella campanaria. Il primo altare a destra è stato ricostruito in epoca recente.

Proseguendo, è possibile notare la presenza di un’apertura che immette in un piccolo vano: qui  i visitatori possono ammirare la fonte battesimale del XVIII secolo. Da questo vano si accede ad un altro ancora più piccolo, dove alloggia la cappella di San Sebastiano, che corrisponde al secondo altare a destra. Fino agli anni ‘40, l’altare di San Sebastiano si trovava sul lato sinistro. Esso era arricchito da una decorazione in legno fatta di colonne tortili, cartigli e putti in stile barocco. Questi elementi furono però purtroppo distrutti.

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L’altare maggiore, invece, è stato rifatto tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo. Nella parete di fondo, sopra l’altare, troviamo una nicchia con decorazioni risalenti al XVIII secolo, all’interno della quale è riposta una statua in legno della Madonna del Carmine, risalente all’anno 1756.

Lungo la parete sinistra ci sono due piccole porte che conducono rispettivamente alla sagrestia e alla casa canonica. L’attuale pavimentazione in marmo risale al 1939-40. Infine, per ciò che concerne il convento, è difficile fornire una precisa descrizione. Esso, infatti, come è stato già detto, è stato demolito verso la fine dell’Ottocento.

Alla scoperta della Chiesa del Carmine ultima modifica: 2018-09-19T13:37:03+00:00 da Giuseppe Spina

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