I FRANCOFONTESI RACCONTANO FRANCOFONTE

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MEMORIA

Le attività commerciali ‘perdute’ del territorio francofontese

Lattaio

Molte delle attività commerciali ambulanti che si svolgevano un tempo a Francofonte adesso sono andate perdute. Si trattava di attività svolte in prevalenza da venditori che giravano lungo le strade ‘urlando’ ciò che vendevano. Qui di seguito vi racconteremo alcuni dei lavori esistenti negli anni passati. Ovviamente il nostro non sarà un elenco completo. Lo abbiamo redatto attraverso i ricordi di chi ha vissuto negli anni passati.

I venditori di ortofrutta e i lattai

Una categoria di commercianti, ancora oggi presente a Francofonte, è rappresentata dai venditori di ortofrutta. Nel passato, a differenza dei giorni nostri, la merce veniva trasportata usando modalità differenti, ovvero attraverso un carro trainato da un equino o una carriola. E mentre oggi ‘urlano’ i prodotti disponibili usufruendo di un megafono, prima si annunciavano ai passanti utilizzando l’unico mezzo allora disponibile: la voce.

Frutta

Altra categoria presente nelle strade francofontesi erano i venditori di latte. Il pastore, con le proprie capre al seguito, girava per il paese a vendere il latte che veniva munto al momento della vendita. Per molti, quello rappresentava un vero e proprio momento di gioia. Il lattaio non aveva bisogno di urlare. Erano le stesse capre ad annunciarne l’arrivo.

I venditori di sale e di uova

A Francofonte c’erano anche i venditori di sale che arrivavano da Carlentini. Il sale, che oggi troviamo tra gli scaffali dei supermercati nella classica confezione, veniva venduto a misura. Il prodotto era trasportato su dei carretti trainati da muli.

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C’erano anche le venditrici di uova: a queste attività erano solite dedicarsi le cameriere dei signori ricchi, che, con un paniere al braccio, andavano in giro per il paese annunciandosi con “cu iavi ova”. La più nota e conosciuta venditrice a Francofonte era una donna umile e di carattere buono.

Il ‘luppinaru’ e lo stagnino

Tra le attività svolte a Francofonte c’era quella di venditore di lupini, il cosiddetto “luppinaru”. I venditori di lupini arrivavano da Scordia con una mula o con l’asino. Vendevano a misurino e si annunciavano suonando uno strumento simile ad un corno, seguito dalla frase “eee luppinaru”.

Lupini

Altra attività era lo stagnino. Solitamente arrivavano dai paesi limitrofi muniti dei loro attrezzi di lavoro. Quando venivano chiamati si stabilivano per mezza giornata nello stesso punto chiedendo alla gente della legna per preparare il fuoco utile ai lavori.

Gli ombrellai e i venditori di giornali

C’erano anche coloro che si occupavano di riparare gli ombrelli e i piatti: erano ombrellai. I loro attrezzi da lavoro erano trapano, fil di ferro e tenaglia. Intorno al 1950 ci fu il primo e ultimo venditore ambulante di giornali: lo strillone. Divenne un personaggio per lo stile utilizzato nel pubblicizzare i giornali; lo strillone francofontese vendeva anche fiammiferi. Quando a Francofonte si verificava un fatto di cronaca, era solito urlare “’a risgrazzia ri francufonti” e subito dopo “avemu i pospiri”.

E oggi?

Come dicevamo all’inizio, molte di queste professioni non vengono più svolte. L’evoluzione ha portato con sè numerosi cambiamenti che hanno determinato la scomparsa di queste attività commerciali ambulanti. Inoltre, tanti prodotti alimentari che prima erano venduti per strada, adesso sono reperibili con facilità nei grandi supermercati.

Le attività commerciali ‘perdute’ del territorio francofontese ultima modifica: 2018-09-12T09:54:06+02:00 da Cristina Scevola
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