TRADIZIONI

Quando in strada si giocava così…i giochi della tradizione francofontese

Campana
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Sembrano lontani i tempi in cui si giocava per strada. Felici e urlanti, nell’infanzia ci si divertiva davvero con poco. Oggi, invece, le tecnologie moderne hanno soppiantato i giochi di una volta. Noi abbiamo fatto un tuffo nel passato per ricordare alcuni dei giochi preferiti dai bambini.

I giochi di un tempo…

I giochi che si facevano in passato erano soprattutto semplici, ma avevano tantissime funzioni. Innanzitutto permettevano la socializzazione: a differenza di oggi, il fatto di stare liberamente in strada con gli altri bambini permetteva di conoscersi e di stabilire nuove amicizie. Poi permettevano di svolgere anche attività fisica perché ci si muoveva, si saltava (quando per esempio si usava la corda) e soprattutto si utilizzava tanto la creatività.

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Cipopò (campana)

Tra i giochi che venivano praticati in strada c’era la campana, meglio nota comecipopò’ (in dialetto). Bastavano due semplici cose: un gessetto e un piccolo sasso. Per quanto riguarda il gioco, innanzitutto è necessario disegnare a terra delle caselle con un gessetto. Il giocatore lancia il sasso nella prima casella. Questo deve centrare la casella senza toccare nessuna delle linee e non deve nemmeno uscire fuori. Il giocatore poi saltella di casella in casella senza mai entrare nel riquadro dove si trova il sasso lanciato. Va ricordato che deve saltare con un piede, ad eccezione dei blocchi formate da due caselle affiancate che permettono di appoggiare entrambe i piedi (almeno che non ci sia il sasso dentro). Il giocatore che saltellando tocca con il piede le linee di separazione delle caselle, deve lasciare il proprio turno ad un altro partecipante. Una volta raggiunta la casella finale, deve ritornare nuovamente indietro e quando giunge in corrispondenza della casella che contiene il proprio sasso, il giocatore lo deve raccogliere senza perdere l’equilibrio. Vince chi per primo completa l’intero percorso fino all’ultima casella.

Mosca cieca

Un altro gioco classico che veniva fatto era mosca cieca. Si estrae a sorte un giocatore, che diventa la “mosca”. Viene bendato in modo da non riuscire a vedere nulla. Gli altri bambini invece scappano senza farsi toccare dalla mosca cieca. Nel caso in cui uno di loro venga toccato, allora toccherà a lui essere la “mosca” per il turno successivo.

Un, due, tre, stella!

In strada si giocava anche a “Un, due, tre, stella!”. Il giocatore che impersona la “stella” si appoggia al muro, voltando le spalle agli altri e conta ad alta voce  “un, due, tre, stella!” e poi si gira di scatto. Nel momento in cui il giocatore è girato e conta gli altri possono avvicinarsi a lui. Quando invece si gira, gli altri devono restare fermi e immobili come delle vere statue. Se il giocatore “stella” nota dei movimenti da parte di un giocatore, questo deve ritornare indietro fino alla linea di partenza. Si aggiudica la partita chi arriva al muro per primo.

Rubabandiera o gioco del fazzoletto

Per giocare a rubabandiera era necessario un fazzoletto. Al centro si piazza colui o colei che regge la bandiera (o il fazzoletto). Poi, lateralmente, alla stessa distanza, si posizionano uno di fronte all’altro i giocatori. Il portabandiera chiama dei numeri che corrispondono ai giocatori disposti ai lati. Questi devono correre per rubare la bandiera il più velocemente possibile e riportarla dove si trova la propria squadra.

Rubabandiera Grande

Il gioco dell’elastico

Per il gioco dell’elastico servono almeno tre giocatori. Due di loro devono tenere l’elastico, mentre il terzo giocatore deve saltare. L’elastico deve essere teso; va creato una sorta di lungo rettangolo. Chi salta dovrà ovviamente avere spazio a sufficienza per saltare dentro e fuori l’elastico. Coloro che reggono l’elastico devono invece trovarsi uno di fronte all’altro. Devono divaricare le gambe in modo da mantenere l’elastico teso.

Il gioco de “la terra”

Si scava una piccola, i ragazzini mettono dentro delle nocciole. Di queste se ne prende una che viene utilizzata per tirarla da una certa distanza stabilita prima dell’inizio del gioco. Nel momento in cui si lancia la nocciola, il giocatore grida “la terra”. Se questa arriva a uno/due metri dalla fossetta, deve essere trasportata fino alla buca (‘azziccata’) utilizzando le dita (il pollice e l’indice). Chi imbuca la nocciola, vince il malloppo.

Nascondino

Nascondino

In strada si giocava anche a nascondino, in dialetto ‘ammucciaredda’. Il giocatore si appoggia al muro, voltando le spalle agli altri e conta ad alta voce. Gli altri, intanto, cercano un nascondiglio. Appena finito di contare, il giocatore inizia a cercare gli altri che si sono nascosti. Nel momento in cui ne trova uno, corre alla tana e urla il suo nome; chi è stato trovato deve cercare di toccare la tana e di dire ” un, due, tre, libero me”, mentre l’ultimo aveva la possibilità di liberare tutti.

 

Cristina Scevola

Autore: Cristina Scevola

Laureata in Scienze per la Comunicazione Internazionale con una tesi su Mtv Italia, sono una giornalista con la passione per la cultura, lo spettacolo e lo sport.

Quando in strada si giocava così…i giochi della tradizione francofontese ultima modifica: 2018-10-17T13:51:54+02:00 da Cristina Scevola

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