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I giovani dell’Unitalsi, Giuseppe Intruglio: “Il valore del servizio e la gioia”

I Giovani Dell'unitalsi

Oggi Giuseppe Intruglio ci racconta i giovani dell’Unitalsi e delle emozioni che regalano i pellegrinaggi. Momenti di vita da ricordare e che restano indelebili.

I giovani dell’Unitalsi, chi ne fa parte?

“Dell’Unitalsi Young ne fanno parte tutti i ragazzi dai 15 ai 35/40 anni di età”: spiega Giuseppe Intruglio. “L’Unitalsi Young partecipa a tutte le attività dell’Unitalsi. I minori sono considerati come ‘guida’ e non diventano subito barrellieri o dame. Infatti non hanno  la classica divisa, ma una polo o una felpa blu e un fazzoletto giallo appeso al collo. Il fazzolettone viene adornato delle spillette donate dai vari ragazzi durante i pellegrinaggi. Una volta raggiunta la maggiore età, i ragazzi diventano barrellieri; mentre le donne diventano dame”: racconta. “Nel giorno dell’adesione, – spiega- che si svolge la prima domenica dell’Avvento, si fa la vestizione, ovvero si donano le divise ufficiali a coloro che diventano soci effettivi”.

Intruglio

Insieme alla catechista Fiorella

I giovani dell’Unitalsi: informazioni per accedere e struttura

“Tutti coloro che accettano di stare al servizio dei nostri fratelli in difficoltà possono accedere all’Unitalsi”: ci dice. “L’età minima è 15 anni. Esiste un direttivo, che ha una sezione nazionale che ha sede a Roma; mentre, per ogni regione ci sono almeno due sezioni. In Sicilia ne abbiamo due: la sezione dellaSicilia occidentale e quella della Sicilia orientale; ovvero la nostra, che ha a capo Nunzio Faranda. E poi ci sono le sottosezioni che gestiscono un determinato territorio. Il nostro gruppo appartiene alla sottosezione di Lentini”: ci illustra.

Giuseppe Intruglio: “Al servizio dei fratelli in difficoltà”

“Faccio parte dell’Unitalsi dal maggio 2013”: ci dice Giuseppe quando ci racconta del suo ingresso all’associazione. Sono entrato a far parte dell’Unitalsi perchè volevo mettermi al servizio dei fratelli in difficoltà. A farmi conoscere questa associazione è stata la mia catechista Fiorella, che all’epoca era la referente del gruppo di Francofonte. Mi raccontava sempre di ciò che si faceva e quindi, grazie al suo esempio, ho conosciuto questa straordinaria famiglia. Inoltre, sono devoto della Madonna e seguo l’esempio di Maria che si è sempre messa al servizio degli ultimi”: ci spiega. “E poi il carisma dell’Unitalsi, dettato dalla Madonna di Lourdes, è quello di mettersi al servizio. Anche noi pronunciamo il nostro “Eccomi”, che si rifà all’eccomi di Maria che si mette al servizio di Dio”.

I giovani dell’Unitalsi: quali valori?

“L’Unitalsi ha tanti valori, ma il più importante è quello del servizio, perchè è quello che più caratterizza. E poi ancora, la fede e la gioia; senza la prima non si potrebbero compiere determinate azioni; la gioia è necessaria perchè non basta solo accudire un ammalato e fare un buon servizio”: ci racconta quando parla dei valori dell’Unitalsi.

Vestizione

Durante il giorno della vestizione

“Far parte dell’Unitalsi significa essere braccia per chi non ne ha; gambe per chi non può camminare; occhi per chi non può vedere. Siamo delle protesi per chi ha delle difficoltà nello svolgere qualche attività. In questi sette anni ho vissuto tante esperienze belle e significative, sia sul territorio, come il primo pellegrinaggio a Siracusa nel 2013, o anche a Francofonte. Ho partecipato a giornate, ritiri; conosciuto tante persone con le quali ho legato molto, come Matteo, Salvo e Pio; ho vissuto l’esperienza del viaggio a Roma e dell’incontro con il Papa nel 2015 e poi è impossibile dimenticare i viaggi nel treno bianco che ci ha portato verso Lourdes”.

Cristina Scevola

Autore: Cristina Scevola

Laureata in Scienze per la Comunicazione Internazionale con una tesi su Mtv Italia, sono una grande appassionata di cultura, spettacolo e sport. Amo scrivere e questa passione mi ha accompagnata fin dalla più tenera età.

I giovani dell’Unitalsi, Giuseppe Intruglio: “Il valore del servizio e la gioia” ultima modifica: 2020-02-06T07:20:00+01:00 da Cristina Scevola

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