CULTURA INTERVISTE

“I tesori del Khaleos”: Giovanni Noto Nanì pubblica il libro d’esordio

I Tesori Del Khaleos Libro

“I tesori del Khaleos” è il titolo del volume d’esordio del francofontese Giovanni Noto Nanì. In occasione dell’uscita del libro, noi lo abbiamo incontrato.

Giovanni Noto Nanì: chi è l’autore del volume “I tesori del Khaleos”

“Sono nato a Ragusa il 22 Aprile del ’92, e vivo a Francofonte, paese dove sono cresciuto. Ho frequentato il liceo classico Gorgia di Lentini, scuola che mi ha aiutato tantissimo e che mi ha permesso di muovere i primi passi nel mondo della scrittura”: ci racconta quando si presenta.

“I tesori del Khaleos”: trama

“Il libro racconta la storia di un giovane ragazzo, Falacer Soldanieri, che nasce e cresce nella regione di Varlenn. Anche se la sua è una vita tranquilla, Falacer non è un ragazzo come tutti gli altri, a causa di una madre non molto affettuosa. Il suo unico pensiero è addestrarsi e lavorare, lavorare e addestrarsi, all’infinito, con l’intenzione di diventare, un giorno, una guardia dell’esercito di Lorleros, la città in cui vive. Tuttavia, senza volerlo, mette in moto una lunghissima serie di eventi che porteranno questa vita tranquilla a stravolgersi completamente, finché non si imbatterà in qualcosa che, inizialmente, lui stesso farà fatica a credere: la leggenda dei tesori del Khaleos. Quattro oggetti dai poteri divini che per Falacer sono la soluzione per ristabilire il disperato equilibrio che sta cercando”.

“I tesori del Khaleos”: come nasce il libro

Per il libro, ci dice, di essersi ispirato ai giochi medievali. “Frequentavo uno strategico medievale, durante il periodo del liceo, basato su costruzione di villaggi, addestramento di truppe e guerre tra fazioni. In quel gioco ho conosciuto altre nove persone, che provenivano da tutta Italia e con cui ho legato molto nel corso del tempo. Io e il mio migliore amico eravamo soliti inventarci storie sulle nostre conquiste, per poi metterle sul forum dove la nostra comitiva online poteva leggerle. Era divertente, ci gasavamo e ridevamo delle nostre conquiste”. “

Autore Volume Tesori Khaleos

Giovanni Noto Nanì è originario di Francofonte

“Da quelle storie – prosegue– iniziai a creare seriamente una trama che legasse le nostre battaglie, finché non mi sono reso conto che questa trama cominciava a piacermi, a tal punto che forse poteva addirittura diventare un libro. In dieci lunghi anni sono cambiate moltissime cose, ma una è rimasta immutata, ovvero i dieci cavalieri di Artgar, i cavalieri di cui si può leggere già nel prologo. Dieci, come dieci lo eravamo noi a quel tempo. Infatti, ogni cavaliere di Artgar, ha le iniziali del nome e cognome della persona che giocava con me, un omaggio e un pensiero di affetto e di stima per quelle persone che reputavo e reputo meravigliose”.

Gli abbiamo rivolto alcune domande per conoscerlo un po’ più da vicino. Eccovi la nostra intervista.

Quando hai iniziato a scrivere?

Durante il terzo anno di liceo classico, quando ho capito che la scrittura poteva essere un’ancora di salvezza a causa di un periodo difficile che cercavo di superare. A volte scrivevo sui diari di scuola, riempiendo pagine e pagine, oppure sui forum dei giochi che frequentavo all’epoca, anch’essi di genere medievale. Avevo ancora sedici anni, però sentivo già da allora che la scrittura mi avrebbe dato soddisfazioni, un giorno. O almeno ci speravo!”.

Come nasce la tua passione per la scrittura?

Grazie ad un mio carissimo amico, un ragazzo che ho conosciuto in quel gioco medievale da cui è partito tutto. A volte scriveva per hobby, in una maniera così brillante che non riuscivo a smettere di leggerlo. Le sue storie erano meravigliose, i suoi personaggi profondi e ben descritti, carismatici. Leggevo tutto ciò che scriveva, e man mano mi innamoravo sempre di più dei combattimenti, degli intrighi, del mondo medievale e di tutto ciò che lo circonda. Quando ci provai anch’io fu un disastro, ma grazie ai suoi insegnamenti, ai saggi consigli e a tanta, ma veramente tanta tanta pratica, posso dire di essere almeno un po’ migliorato rispetto a quello che ero dieci anni fa!”.

Quali temi predominano nel libro “I tesori del Khaleos”?

I tre temi principali che caratterizzano il Keenthom, il mondo della saga: corruzione, tradimento e morte. Il Keenthom non è affatto un posto ospitale dove vivere, è tutt’altro, è come il mondo reale di tutti i giorni visto dagli occhi di un bambino spaventato. Tutti vogliono prevalere, e per farlo non si fanno scrupoli a pugnalare alle spalle, imbrogliare, intimidire. Chi ha il denaro, lo sperpera per il proprio divertimento, chi non lo ha, fa di tutto per non soccombere alla fame e alla miseria. Non ci sono buoni e cattivi, tutti hanno degli interessi personali che li spingono a compiere determinate scelte”.

Hai degli autori favoriti?

“Due in particolare. Il primo, quello che secondo me detiene la corona e lo scettro di scrittore fantasy degli ultimi tempi: George R. R. Martin, l’autore del Trono di Spade. La sua opera è eccezionale, non per niente ha cambiato il modo di vedere il fantasy degli ultimi tempi. Mi è piaciuto subito nel momento in cui ho letto il suo primo libro, molti anni fa. Ho scoperto, infatti, di avere la sua stessa concezione di un mondo spietato, come Martin ce l’ha di Westeros. Un mondo terribile dove tutti vogliono prevalere, e dove nessuno si fa scrupoli per farlo”.

Il secondo è uno scrittore che noi siciliani dovremmo conoscere tutti, che purtroppo è scomparso quest’anno, lasciandomi un vuoto dentro. Parlo di Andrea Camilleri, il maestro, il papà del commissario Montalbano. Leggo i libri di Camilleri fin da quando ero piccolo, e il suo modo di orchestrare enigmi, casi, domande e risposte è qualcosa che mi è sempre rimasto impresso. Mi sarebbe piaciuto stringergli la mano e ringraziarlo, il suo lavoro è incredibile”.

I Tesori Del Khaleos libro

“I Tesori Del Khaleos”, la prima fatica letteraria di Giovanni Noto Nanì

Oltre a scrivere, quali altri hobby hai?

“Sono un grande appassionato di calcio, ma lo vivo in serenità, contento se la mia squadra vince, indifferente se perde. Gioco a calcio fin da piccolo, e i francofontesi di piazza Garibaldi ci conoscono sicuramente, visto quanto eravamo rumorosi nel nostro piccolo stadio. Oltre a questo, sono sempre stato un appassionato di videogiochi, alcuni dei quali hanno addirittura lasciato un segno indelebile nella mia vita, per profondità e importanza. Dai più classici giochi strategici senza trama come Age of Empires, a veri e propri capolavori fantasy come World of Warcraft”.

Cosa ha significato pubblicare il tuo primo lavoro?

“Non sono molto bravo a parlare delle mie emozioni, ma posso dire che è stata una soddisfazione infinita, un sogno che si avvera, una felicità così grande che mai avevo provato alla stessa intensità. Vedere la mail di Argento Vivo Edizioni, la casa editrice che ha creduto in me, che s’interessava al mio lavoro, è stato un momento di assoluta gioia, un momento indescrivibile. Non credo riuscirò mai a ringraziarli abbastanza per l’opportunità che mi hanno dato. Questo è per me il coronamento di un desiderio, e la cosa che mi rende più fiero e che l’ho cercato, l’ho inseguito, ho continuato a crederci finché non l’ho afferrato, dopo anni di duro lavoro”.

 

“I tesori del Khaleos”: Giovanni Noto Nanì pubblica il libro d’esordio ultima modifica: 2019-09-16T06:37:30+02:00 da Adelia Todaro

Commenti

To Top