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NEL MIO STATO

Il metodo per riscrivere la storia

Immagine Di Copertina

Volevo fare un articolo per parlare dell’importanza della riscrittura. Cosicché l’ ho già riscritto un paio di volte.
Perché è importante riscrivere una storia?

Proviamo a fare un po’ di ordine, ecco perché è importante. La riscrittura ci dà sempre un punto di vista nuovo. O parecchi punti di vista diversi ma comunque validi allo stesso modo.


Man mano che riscriviamo abbiamo l’occasione di scoprire molte cose su di noi, in base a ciò che aggiungiamo o omettiamo.


In molti magari si tirano indietro perché si sentono Kerouac, in realtà solo si sentono. O soli si sentono.

Immagine N 1


Riscrivere è parte della scrittura più di scattarsi selfie e fare storie per promuovere un libro.
Poiché riscrivere è sinonimo di serietà verso, innanzitutto, se stessi.


Questo è il punto dell’articolo in cui “mi direte”  e Faulkner? La storia della scrittura di Mentre morivo in sei settimane?


Ma dicendo così si ometterebbe che già lui possedeva una propria tecnica e idea di scrittura, in che direzione andare  e quale taglio dare alla storia. Quello di cui voleva scrivere. Ecc ecc.


Lo so, la riscrittura per alcuni è come tornare a casa dopo una giornata di lavoro, magari abitare al ventesimo piano, ascensore rotto, e dover scendere la spazzatura dopo una giornata.


Allora sarebbe facile gettarla dal balcone.


Ma dopo averla differenziata, date prima un’occhiata, se avete fatto bene il vostro lavoro e se gettandola da sopra non colpite qualcuno.


Colpire non inteso come ispirare profonde emozioni, ma di mandarlo all’ospedale per vostra pigrizia.

Proseguo l’articolo con un consiglio (gratis, lo so ripeto sempre le stesse cose) prendendo esempio da Faulkner, dato che l’abbiamo scomodato, la tecnica era sua quindi, passerei per truffatore vendendo qualcosa di non mio.

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Come nel film; quando Totò vende la fontana di Trevi.

L’esercizio consiste nel prendere  spunto da un’opera d’arte per sviluppare diverse prospettive di un unico soggeto.


Per addolcirvi la pillola; si potrebbe imparare la disciplina della riscrittura partendo da fatti già accaduti. Di cronaca o  anche storici.


Come nel caso della pandemia che stiamo vivendo, in molti vorrebbero raccontare e raccontarsi.


Io ad esempio vi sottopongo l’esempio di una storia riscritta partendo da un’opera d’arte, quando fui alla galleria dell’accademia e volevo fotografare di nascosto il Davide. (che figuraccia retorica ah)

Davide arrivò sul campo e immerse i calcagni nella terra. Sentì subito che i suoi sandali erano inadatti ad affrontare Golia.

I polpacci fremettero. Era consapevole che Dio non l’avrebbe mollato. Ma si sentì nudo.

Nudo come Adamo?  Nudo come chi si sente disarmato ad affrontare la vita. L’inadeguatezza nelle vene.

Passò la mano tra i capelli, gli parve di accarezzare una delle sue pecore. Chissà dov’erano adesso.

Sentii i belati, la mano tra la lana. I colpi di bastone affondare tra la terra, mentre guidava il gregge.

Adesso, lì era spuntanto l’orso.  Cupo, i suoi occhi due grossi sassi. “Sassi” pensò Davide. Estrasse la fionda. Raccolse due sassi. Le pecore intravidero la minaccia e iniziarono a belare e questo fece accellerare l’assalto dell’orso.

Davide sentii il ciottolo bagnato di terra e freddo. Lo schiocco della fionda e l’odore del sangue quando l’orso colpito all’occhio scivolò sbattendo l’enorme testa in un albero.

Gli passò una mano sulla guancia; di cosa era colpevole? Era un bruto? Sentiva soddisfazione nell’averlo uciso? No, questo no.

Nell’altra mano sentii una frescura, era lana. Una pecora stofinava il  capo contro il palmo della sua mano.

Davide si girò, non c’erano pecore,  ma il suo popolo. Non c’era un orso affamato, ma un gigante e questi era spinto dalla brama disumana di conquista, non d’appetito di sopravvivenza.

Golia accellerò provando a schiacciare il ragazzo. Davide si abbassò sentendo il ginocchio nudo sul terreno.

Il tempo si fermò tanto da consentirgli di contare quanti ciottoli schiacciava il ginocchio. Schioccò; sentii il suono acuto del ciottolo colpire il pomo di Golia. Poi il botto di Golia quando cadde.

Immagine 3

Non capì se per il botto o per lo scontro; a Davide gli parve che la terra tremasse. Si avvicinò, a tremare era Golia; aveva portato le mani alla gola; stava soffocando. Era consapevole nonostante lo sguardo perso nel vuoto.

A differenza dell’orso per lui non c’era stato un albero ma solo agonia.

Davide spostò lo sguardo, c’era la spada del gigante  e accanto un masso enorme. Davide raccolse il masso.

Era omicidio? Era volontà di Dio? Disgrazia voluta e cercata da Golia?  Di sicuro non era ricerca di Gloria da parte sua. Non stava provando piacere a tirare il busto indietro, come una fionda nelle mani di Dio. Adesso il gigante non c’era più.

Ma la libertà? C’era la libertà?”

Alla fine scattai la foto dimenticando il flash e mi buttarono fuori. Qualche volta vi mostrerò la foto.

Il metodo per riscrivere la storia ultima modifica: 2021-03-18T07:21:59+01:00 da Ivan Lo Pizzo

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