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INTERVISTE

“Il Natale è questione di fede”: padre Luca Gallina

Il Natale Luca Gallina

Il Natale è il modo in cui si sta preparando a viverlo la Chiesa in questo periodo caratterizzato dal Coronavirus. Ne abbiamo parlato con padre Luca Gallina.

In che modo il Covid-19 ha stravolto le celebrazioni eucaristiche?

“La pandemia da Covid-19 ha stravolto il nostro modo di vivere e buona parte delle nostre abitudini. Anche la vita delle comunità parrocchiali ha subito non pochi stravolgimenti, a cominciare dalle celebrazioni eucaristiche: alcuni segni della liturgia sono, in questo momento, rivisti nel pieno rispetto delle norme e delle restrizioni anti-covid. Il distanziamento inter-personale, l’uso della mascherina e igienizzante per le mani sono le tre regole fondamentali anche in chiesa. Di conseguenza, già da marzo non ci si scambia il segno della pace; non si riceve la comunione in bocca sotto le due specie del pane e del vino. Ma è cambiato anche il modo di vivere la comunità prima e dopo le celebrazioni: non ci si può più fermare a parlare, tutti insieme, serenamente perché gli assembramenti nei luoghi chiusi (e le chiese lo sono!) potrebbero avere delle conseguenze che nessuno di noi auspica”.

Natale Chiesa

Come ha agito la Chiesa per far fronte al blocco delle celebrazioni eucaristiche durante il lockdown?

“La Chiesa italiana ha vissuto sin dall’inizio la pandemia con grande senso di responsabilità ponendosi in costante e leale interlocuzione con le autorità competenti. A questi principi risponde la decisione di vivere un lungo periodo di sospensione della partecipazione dei fedeli alle celebrazioni eucaristiche. Ma proprio su questo punto bisogna fare chiarezza: nessun governo può togliere alla Chiesa la libertà di culto prescrivendo il divieto di celebrare la messa; è la Chiesa che decide di celebrare le messe senza la partecipazione del popolo. Le sante messe si sono celebrare regolarmente. Tante sono state le celebrazioni e le iniziative trasmesse in diretta streaming sui canali social; facilmente accessibili al fine di manifestare, anche in un momento eccezionalmente drammatico, la prossimità della Chiesa a tutti”.

Come si sta preparando la chiesa per vivere questo Natale?

“La Chiesa si sta preparando al Natale come ogni anno: celebrando il tempo forte dell’Avvento! Durante questi giorni la liturgia ridesta la sostanza dei cristiani che attendono la seconda venuta del Signore e prepara a rivivere nelle celebrazioni di giorno 25 la prima venuta di Gesù, il suo Natale appunto. Nella prima parte del tempo liturgico dell’avvento si celebra anche la novena in preparazione alla Solennità dell’Immacolata. Soprattutto nella nostra Sicilia è molto forte la devozione a Maria e in ogni parrocchia ci sono canti e preghiere tradizionali rivolte a lei. La realizzazione dei presepi arricchisce tutto questo della possibilità di “vedere” ciò che i Vangeli raccontano del Natale di Gesù, come d’altra parte era nelle intenzioni di San Francesco d’Assisi a cui viene attribuito il primo presepe della storia (Greccio, Notte di Natale del 1223)”.

E per quanto riguarda la polemica sulle messe anticipate a Natale, è una decisione giusta?

“Facciamo chiarezza: nella Chiesa latina, il giorno di Natale, si celebrano quattro messe: la Vespertina nella vigilia (la sera del 24 dicembre); “Ad Noctem” che è la messa che noi abitualmente chiamiamo “di mezzanotte”, preceduta generalmente da una veglia, “in Aurora” (all’alba del 25 dicembre), “in Die” (quando il sole è ormai completamente sorto). Questa tradizione, risalente ai primi anni del VII° sec., è dovuta dalla necessità del Papa, di celebrare la messa in diverse chiese di Roma. Partecipando a una delle quattro messe si celebra comunque il Natale.

Il Natale

Quest’anno, per i motivi che ben conosciamo, la messa della notte non potrà essere celebrata a mezzanotte; dovrà essere o anticipata o, dove lo di ritenesse opportuno, non sarà celebrata. Per quel senso di responsabilità che ha contraddistinto la Chiesa dall’inizio della pandemia trovo inevitabile questa decisione e incomprensibile ogni tipo di polemica. D’altra parte cosa pretende chi fa polemica? Forse che mentre tutti sono a casa a rispettare il coprifuoco i cristiani possano invece ritrovarsi in chiesa e magari, finita la messa, scambiarsi gli auguri come se niente fosse? Il Natale è questione di fede, non di orari!”.

Con quale animo il fedele deve approcciarsi a festeggiare il Natale?

“Il cristiano deve prepararsi e approcciarsi al Natale come ogni anno nonostante le legittime preoccupazioni e paure che caratterizzano questo ormai lungo periodo di pandemia. Le attenzioni che questa grande festa cristiana richiede sono due: la prima nei confronti del mistero dell’amore di Dio che si manifesta bel Bambinello Gesù; non possiamo non accogliere un dono tanto decisivo per la nostra storia e la storia di tutta l’umanità. La seconda attenzione, conseguenza della prima, dobbiamo porla nei confronti dei poveri: Dio si fa povero, conosciamo tutti molto bene il racconto di quella notte di Natale dai Vangeli dell’infanzia, e così ci provoca e ci ricorda che la povertà va combattuta con quei piccoli ma preziosi gesti quotidiani nei confronti dei più piccoli della società meno fortunati di noi. Lo sguardo rivolto contemporaneamente a Dio e ai poveri renderà il Natale una festa più vera e autentica!”.

Quale augurio va rivolto ai fedeli per questo Natale?

“Mai come quest’anno l’augurio più opportuno che possiamo scambiarci è quello della serenità e della pace. Ne abbiamo bisogno tutti: ne ha bisogno chi ci governa, ne hanno bisogno le famiglie, ne hanno bisogno i giovani, i bimbi, gli anziani, i malati. Perché ciascuno nella propria condizione e nel proprio stato di vita possa trovare la forza per portare il peso e la gloria della fatica quotidiana”.

“Il Natale è questione di fede”: padre Luca Gallina ultima modifica: 2020-12-17T07:27:47+01:00 da Cristina Scevola

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