I FRANCOFONTESI RACCONTANO FRANCOFONTE

itFrancofonte

INTERVISTE

Il seminarista Ferrera racconta la figura di San Francesco

San Francesco Statua

Per conoscere più a fondo la figura di Francesco, abbiamo incontrato il seminarista Jack Ferrera, che ci ha parlato dei vari aspetti della vita del Santo.

Cosa ci dici della figura di San Francesco e della prima parte della sua vita?

Francesco di Bernardone nasce ad Assisi nel 1182. Della sua infanzia e giovinezza sappiamo ben poco. È il classico “rampollo” di una famiglia benestante, amante dei divertimenti e dalla personalità vivace, ma le fonti francescane ci dicono che è dotato anche di una profonda sensibilità. Appena maggiorenne decide di andare in battaglia, dove fu catturato dai Perugini e per un anno è rinchiuso nelle carceri, dove ha come unico libro di testo il Vangelo secondo Matteo. Liberato dietro cauzione, torna a casa dove si ammala gravemente. Una volta guarito, nel 1204 decide (nonostante il senso d’inquietudine che provava dopo l’esperienza del carcere e la lettura del Vangelo), di prendere parte come cavaliere nella spedizione militare nelle terre della Puglia. Tuttavia nei pressi di Spoleto, in seguito a un sogno, decide di ritornare a casa abbandonando le armi e la cavalleria.

Cos’è per te la vocazione?

Non si può rispondere a questa domanda. La vocazione è un mistero, una chiamata libera e gratuita che Dio ha rivolto a Francesco (ma rivolge continuamente a tutti noi) a collaborare al Suo progetto d’amore. Francesco (come ci dicono le fonti francescane), cambia definitivamente vita (e quindi si converte) dopo l’incontro che ha con il lebbroso. In quel corpo maleodorante e ricoperto di piaghe ha visto Cristo che gli ha donato quel senso di pienezza d’amore che il suo cuore inquieto cercava e non trovava da nessuna parte.

Crocifisso Di San Damiano
Il crocifisso si San Damiano che parlò a Francesco

Cosa accade quando San Francesco incontra Dio?

Incontrare il Signore cambia la vita. Da quell’incontro Francesco ha la necessità di donare amore e di vivere l’amore. Sappiamo tutti quanti di quando donò tutte le stoffe della bottega del padre, o nel Gennaio del 1206 quando si spoglia in piazza e rinuncia ai beni terreni e ai legami familiari. Da questo momento rivestito di sacco, sta in compagnia dei poveri e dei lebbrosi, all’interno di una piccola chiesa cadente, un crocifisso gli parla chiedendo di riparare la chiesa che è in rovina.

Invece Jack, raccontaci di quando San Francesco ricevette le stigmate…

Le stigmate, sono le tipiche ferite nelle mani, nei piedi e nel costato inflitte a Cristo sulla croce durante la passione. La tradizione vuole che il primo Santo ad aver ricevuto le stigmate sia proprio San Francesco nel 1224 oramai cieco sull’eremo de la verna. Dopo di lui molti Santi o persone particolarmente devote ricevono questo tipo di dono.

Quando muore San Francesco?

Le fonti francescane (n.1239), ci dicono che Francesco «si prostrò in fervore di spirito, tutto nudo sulla nuda terra […] sollevò la faccia al cielo, secondo la sua abitudine, totalmente intento a quella gloria celeste, mentre con la mano sinistra copriva la ferita del fianco destro, che non si vedesse. E disse ai frati: io ho fatto la mia parte, la vostra, Cristo ve la insegni». La sera del 3 Ottobre 1226, Francesco povero e umile entra ricco nel Regno dei cieli.

Jack Ferrera
Il seminarista Jack Ferrera

Infine Jack, quanto è attuale la figura del poverello di Assisi oggi?

San Francesco è una figura affascinante e sempre attuale. Oggi più che mai il suo stile di vita è un monito a vivere in maniera più coerente e autentico l’essere cristiano, aiutando l’uomo a uscire dalla gabbia sociale “dell’ipermercato” e dell’individualismo. Siamo chiamati a essere responsabili nei confronti del prossimo soprattutto nel povero e nell’emarginato e custodi del creato; in primis nei confronti della nostra Città che in molti punti urbanistici è trascurata. Francofonte da sempre è imbevuta della spiritualità francescana, a cominciare dalla Parrocchia a lui dedicata; da ciò tutti noi siamo chiamati in prima persona a essere portatori di pace e di luce, Chiesa dalle porte aperte e dal cuore semplice e umile. Le persone devono vedere in noi Cristo, così come lo videro nella persona di San Francesco.

Il seminarista Ferrera racconta la figura di San Francesco ultima modifica: 2020-10-01T08:07:06+02:00 da Giuseppe Spina
To Top