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La Commemorazione dei Defunti tra tradizione e modernità

Veglia

Tra tradizione e modernità, vi raccontiamo la ricorrenza dei morti a Francofonte. La tradizione tipica siciliana vuole che nella mattina del 2 novembre i defunti, dall’aldilà, ritornino per portare doni ai bambini. Tuttavia, da un paio di anni a questa parte, anche qui ha preso piede la moda di festeggiare, il 31 ottobre, Halloween.

Le origini

La commemorazione di tutti i fedeli defunti, nota come Giorno dei Morti, si celebra il 2 novembre ed è il giorno che la Chiesa Cattolica dedica, appunto, ai defunti. A differenza del 1° novembre, non si considera come un giorno festivo. Per quanto riguarda le origini, la commemorazione dei defunti appare già nel IX secolo.

Crisantemo bianco

Nella chiesa latina si fa risalire al 998 con l’abate benedettino sant’Odilone di Cluny. Si decise che le campane dell’abbazia dovevano suonare con rintocchi funebri dopo i vespri del 1° novembre per celebrare i defunti. La festività appare per la prima volta, con il nome di “Anniversarium Omnium Animarum”,  nell’Ordo Romanus del XIV secolo e diventa riconosciuta da tutta la chiesa occidentale.

La Festa dei Morti in Sicilia

La ricorrenza del 2 novembre è particolarmente sentita in Sicilia. La tradizione vuole che nella notte tra l’1 e il 2 novembre, i defunti, i ‘murticeddi’, vengano dall’aldilà per far visita ai propri cari ancora in vita portando dei doni ai più piccoli che si sono comportati bene durante l’anno (ovviamente i regali vengono acquistati dai genitori o dai parenti!).

giocattoli

Giocattoli

Per ciò che concerne i doni, questi comprendono caramelle, cioccolatini. E poi ancora giocattoli. Per i maschietti pistole, fucili, tamburi, mentre per le bambine bambole e/o passeggini. Con il passare degli anni, ai classici giocattoli si sono aggiunti giochi di ultima generazione. Durante la giornata, si va al cimitero per far visita ai propri cari, donando loro dei fiori (in genere i crisantemi) e dei lumini.

I dolci della Festa dei Morti

Sono tanti e tutti deliziosi i dolci tipici della Festa dei Morti. Cominciamo i “Totò”, biscotti morbidi ricoperti di glassa al cioccolato. Altra prelibatezza sono le famose e buonissime“Rame di Napoli”. Si tratta di biscotti morbidi con farina 00, zucchero, burro, cacao amaro, con glassa al cioccolato e ricoperti di granella di pistacchio. Ne esistono versioni diverse: si va da quelle senza ripieno, a quelle con marmellata di albicocca, oppure nutella. Ci sono anche le “Rame di Napoli” con la glassa bianca con crema di pistacchio.

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I totò, dolce tipico del periodo dei morti

E poi ci sono anche le “Ossa di Morto”: sono dei biscotti croccanti e fatti con ingredienti semplici. L’impasto, infatti, è a base di acqua, farina e zucchero. Le “Ossa di Morto” sono composte da una parte chiara e una più scura, ottenute entrambe da un unico impasto. Alla pasta veniva data la forma di piccole ossa.

E oggi?

Da ormai un paio di anni a questa parte, cucche e maschere spaventose riempiono gli scaffali di negozi per festeggiare, il 31 ottobre, Halloween. E si sta diffondendo anche qui l’abitudine di andare in giro per case in maschera a fare “Scherzetto o dolcetto?”. Per i più grandi, invece, feste in puro stile Halloween.

Cristina Scevola

Autore: Cristina Scevola

Laureata in Scienze per la Comunicazione Internazionale con una tesi su Mtv Italia, sono una grande appassionata di cultura, spettacolo e sport. Amo scrivere e questa passione mi ha accompagnata fin dalla più tenera età.

La Commemorazione dei Defunti tra tradizione e modernità ultima modifica: 2018-10-30T12:31:31+01:00 da Cristina Scevola

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