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NEL MIO STATO

La cordiale indifferenza tra scrittura e scrittore

Scrittore Ivan Lo Pizzo Articolo

Inizio a essere riconosciuto in giro come il tizio che fa articoli simpaticissimi per ItFrancofonte.it. Grazie, mi fa piacere.

Così  come mi fa davvero piacere che tra me e loro (gli articoli in questione) ci sia qualcuno di simpatico.

Ho militato per molto tempo tra gli ingenui che vorrebbero diventare scrittori bravi e famosi.

Ma come diceva Dostoevskij ne “L’idiota”,  quella delle chiacchiere è una scienza che ha le sue seduzioni, e alcuni usando le chiacchiere (e io aggiungo le seduzioni) sono riusciti a fare carriera.

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Se ancora non ci siete riusciti migliorate le vostre chiacchiere, in quanto a sedurre siete scarsi.

Io ho capito che questo genere di chiacchieroni sono una razza immortale capace di arrivare sino ai giorni nostri.

Fa notizia essere riconosciuti antipatici per ciò che si scrive? Vi sembrerà strano, per me non fa notizia. È sempre accaduto. A volte è pure vero, scrivere non è sinonimo di essere una brava persona. Alcuni provano a: “Fare la brava persona.” ma le bugie hanno le gambe corte. Figuriamoci le menzogne.

Non vorrei scomodare gente in alto, ma siamo scrittori, mica santi. (Non è un incoraggiamento a darsi a piaceri sfrenati, anzi il contrario).

Sia chiaro, sono ingenuo, ma adesso non abbastanza da convincermi che si possa avere tutto. Fidatevi, nel duemilaventi c’è chi ancora ci crede.

 Può capitare di essere ricchi e voler essere pure famosi (vedi voce Elettra Lamborghini). Tranquilli, si può essere antipatici e scrivere cose buone e viceversa.

Immagine Per Il Quarto Articolo N 1

A me sarà toccato scrivere cose buone.

Ho imparato la differenza tra scrittore bravo e scrittore famoso, così come tra scrivere e scrittore.

Questa non è tutta farina del mio sacco. Ho imparato, quindi si può dedurre che abbia studiato, appreso. La cosa è merito del corso per diventare scrittore.

Quando iniziai a scrivere, uno dei primi corsi frequentati era per diventare scrittori. M’iscrivo al corso (esistono, non tutti diventano scrittori dal nulla, come vorrebbero.) si doveva portare un quaderno e una penna.

Arrivo con mezzora d’anticipo, eravamo 15 in classe. Entra un tizio, era ridotto a pezza. Uno straccione. Prova a sedersi e manca la sedia. Risa generali, si rialza. Si siede ed esce dalla tasca una birra in lattina.

La stappa, beve: – Siete qua per il corso?

– Sì. – Rispondiamo all’unisono.

– Sono il vostro insegnante?

In primi tre si alzano e vanno via. Forse si ritenevano troppo importanti per perdere tempo con uno straccione.

scrittore Aula

– Allora, iniziamo con le presentazioni.

Indica la prima ragazza, lei si alza e va davanti alla lavagna.

– Salve, sono Carla ho 25 anni….

– Carla, – la riprende lui, – sei poco attraente, non sarai mai una scrittrice.

Carla passa dal suo banco prende le sue cose ed esce senza salutare. Non si alza più nessuno per presentarsi.

– Tu! – Indica il tizio accanto a me, – Parlami del modernismo.

– Beh, il modernismo,

Lui svuota la lattina e gliela tira addosso, – Sei uno sfigato! Sciacquati la bocca prima di parlare dei modernisti!

Il ragazzo inizia a piangere: – Vai via sfigato!

Inizio a fiutare la truffa.

– Per oggi abbiamo finito.

Non era passata nemmeno mezz’ora.

Alla lezione dopo eravamo malapena in tre. Perché avevo resistito? Perché forse avevo già pagato.

L’insegnante si presenta pettinato, profumato, irriconoscibile.

– Allora, voglio che scrivete un ricordo, uno di quelli strappa lacrime ultrasentimentali. Poi lo leggiamo a voce alta. Avete dieci minuti di tempo.

Io e gli altri due ci diamo una mossa, penso, penso, penso a qualcosa che mi abbia fatto davvero male e ne dipingo le sfumature i simbolismi i significati fin quando non arriva il suo: “Stoooop!”

Pensavo d’aver scritto la cosa più emozionante mai esistita.

– Allora, tu! – Dice indicando il mio amico. Questo si alza e inizia: – Mi ricordo la prima volta che accompagnai mia madre per la chemio, non avevo mai pensato che…

– STOP! Il ragazzo si ferma, lui si alza gli toglie il foglietto lo accartoccia e lo butta nel cestino. – È una cagata.

Il ragazzo inizia a lacrimare. – Ma, ma… mia madre.

Lui gli ride in faccia: – Cosa? Sentiamo. Ti svendi tua madre per un racconto. Pagliaccio!

Il ragazzo si va a sedere.

– Tu, indica me.

– Ma non vengo proprio!

– Alzati vigliacco!

– Ma lei non ci sta insegnando un bel niente! Critiche e insulti!

– Tesoro, questo è un corso per diventare scrittori non per imparare a scrivere. Io vi preparo alla vita editoriale! Sai a quanti importerà da dove vieni o la tua storia o della madre di quel tizio? Non siamo mica la tua famiglia qui.

Comunque ho completato quel corso.

La cordiale indifferenza tra scrittura e scrittore ultima modifica: 2020-10-15T11:44:01+02:00 da Ivan Lo Pizzo
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