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NATURA

Le fave, quali sono i benefici (e le controindicazioni)?

Fave

Le fave sono un alimento semplice ma genuino che ci regala la natura durante la stagione primaverile. Nel sud sono diventate le protagoniste indiscusse di ricette celebri.

Le fave

Si tratta di un alimento tipico della tradizione contadina che ancora oggi viene molto apprezzato. Tra i legumi sono le meno caloriche in assoluto. La pianta è originaria dell’Asia minore e oggi sono coltivate, anche nelle nostre aree. Ci sono diverse tipologie di fave e variano in base alla dimensione del seme. Infatti abbiamo quelle da orto; la favetta (per l’alimentazione animale); il favino (usato come foraggio). Possono essere consumate sia cotte che crude. Sono vendute sia secche, sia fresche.

Fave Su Piatto

Tra le ricette apprezzate c’è il macco di fave

Quali proprietà?

Questi legumi contengono proteine, fibre e pochissimi grassi. Inoltre, sono ricche di ferro; potassio; magnesio; rame; selenio; nonchè numerose vitamine. Essendo ricche in ferro, sono utili per contrastare l’anemia. Inoltre, permettono di eliminare scorie e tossine e abbassano il colesterolo. Sono perfette per chi vuole mantenere la linea senza sforzi. Sono un toccasana per il cervello e proteggono le nostre ossa.

Attenzione al favismo!

Il loro consumo, specie per coloro che sono predisposti, può causare delle gravissime reazioni allergiche. Inoltre, poi, bisogna fare particolare attenzione specie a quanti soffrono di favismo. Si tratta di una anomalia genetica che interessa alcuni enzimi presenti nei globuli rossi. Nota come ‘malattia delle fave’, determina l’assoluta necessità di evitare l’assunzione di fave e di altri alimenti (come piselli, verbena), nonchè alcuni farmaci. il favismo è una patologia ereditaria: chi ne soffre, registra la mancanza dell’enzima G6PD. Il loro consumo, anche minimo, scatena delle reazioni che portano all’emolisi acuta con ittero.

Come pulire le fave?

Per quanto riguarda la pulitura, bisogna fare tutta una serie di considerazioni. Innanzitutto, oltre alle fave fresche, esistono anche quelle secche. Queste, a loro volta, sono con la buccia e senza buccia esterna: le prime devono stare ammollo per almeno 18 ore; le seconde per circa 10 ore. Invece, per pulire le fave fresche, bisogna seguire una serie di regole. C’è da dire che è un procedimento semplice, ma al contempo lungo. Per cominciare, il baccello va aperto a metà; estraete tutti i semi, mettendoli in una ciotola. Dopodiché eliminate l’occhiello che si trova nel seme aiutandovi con una leggera pressione delle dita. A questo punto sono pronte per essere gustate.

Fave

Le fave sono molto apprezzate in cucina

Modalità di conservazione

Adesso passiamo alle modalità di conservazione: c’è da dire che le fave fresche sono davvero delicate. Potete conservarle in frigo per circa due giorni, ma vanno ricoperte con una pellicola. In alternativa potete congelarle. Quelle secche, invece, si conservano fino a 6 mesi in contenitori lontani da fonti di calore.

Gli usi in cucina

In cucina si prestano per cucinare diversi piatti. Nella cucina del meridione sono spesso cucinate in umido, utilizzando il metodo tradizionale. Innanzitutto, dovete sgranare i baccelli, prendendo i semi ed eliminando l’occhiello. Una volta pulite, prendete una cipolla e tagliatela in modo sottile; fatela appassire in una padella mettendo dell’olio extravergine di oliva e un bicchiere di acqua. Aggiungete le fave e aggiustate di sale. Quando si saranno insaporite, aggiungete dell’altra acqua e lasciate cucinare per almeno 40 minuti. Per dare un tocco più saporito al vostro piatto, potete aggiungere erbe aromatiche (o spezie). Altra ricetta tipica del sud è il macco: si tratta di una zuppa di fave secche molto cremosa. In questo caso le fave cucinano fino a disfarsi. Il macco si può aromatizzare con rosmarino o finocchietto. Infine, possono anche essere utilizzate per fare delle deliziose torte rustiche.

Le fave, quali sono i benefici (e le controindicazioni)? ultima modifica: 2020-06-04T08:49:47+02:00 da Cristina Scevola
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