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Le regole per una corretta firma secondo il Galateo

Le Regole Per Una Firma Corretta
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Tante volte, per svariati motivi più o meno formali, ci ritroviamo nella situazione di dover firmare uno scritto. La firma è la sottoscrizione con nome e cognome di un qualsiasi documento. Oggi cerchiamo di capire come si firma in maniera corretta secondo le regole del Galateo.

Firma “per esteso” e “leggibile”

Il nome deve sempre, senza alcuna eccezione, precedere il cognome. Nei documenti ufficiali spesso è richiesto che firma venga apposta “per esteso”, o “leggibile”. Ciò sta a indicare che bisogna scrivere il proprio nome e cognome senza abbreviazioni, in modo chiaro e comprensibile. Anche nella corrispondenza privata o d’affari la firma non dovrebbe essere uno “scarabocchio”. Tuttavia, in questi casi è lasciata maggior libertà. Nelle lettere ufficiali, in quelle commerciali e in quelle indirizzate a gente con cui non si è in confidenza, occorre firmare con nome e cognome. L’abbreviazione del nome, attraverso l’iniziale anteposta al cognome è permessa, per ragioni di comodità, in alcuni casi. Ad esempio, quando bisogna mettere molte firme consecutive. Nella corrispondenza strettamente personale si firma solamente con il nome, tralasciando quindi il cognome.

Le regole. Come devono firmare marito e moglie

Salvo rare eccezioni, gli uomini, al momento della nascita, ricevono un nome ed ereditano un cognome che conservano inalterati fino alla morte. Per le donne invece non è la stessa cosa, perché quando si sposano si trovano ad avere due cognomi. Fino a qualche tempo fa una donna coniugata firmava con il cognome del marito seguito, se voleva, da quello da nubile. Con la riforma del Codice Civile del 1975, invece, “la moglie aggiunge al proprio cognome quello del marito”. Nulla le vieta comunque di utilizzare solo il cognome del marito. Accade però più di frequente che si continuare a usare il cognome da nubile.

Penna Firma

La firma deve essere leggibile

In caso di divorzio la ex moglie deve tornare a firmare utilizzando il cognome da ragazza. Al contrario, una signora rimasta vedova può continuare a firmare con il cognome del marito. Quando una lettera, una cartolina, un telegramma sono firmati sia dal marito che dalla moglie, il nome di lei precede quello di lui. Quanto ai titoli e alle qualifiche, sia donne che uomini non devono inserirli nella propria firma. Tuttavia, è sempre possibile far risultare il proprio titolo di dottore o la qualifica di amministratore delegato. In questi casi si adopera la carta intestata.

Le regole per una firma corretta: prima il nome, poi il cognome

Quando si firma bisogna scrivere prima il nome e poi il cognome. L’ordine inverso non va mai usato nelle firme. È consentito negli elenchi in ordine alfabetico, come, per esempio, in quello telefonico. Altro caso è quello delle bibliografie, nelle quali si può inserire, tra il cognome e il nome, una virgola. L’uso di firmare apponendo prima il nome e poi il cognome deriva da due situazioni diverse.

Firma Foglio

Quando si firma bisogna mettere prima il nome e poi il cognome

Da un lato, per questioni di correttezza linguistica, dall’altro perché previsto da precise disposizioni legali. Infine, c’è anche una ragione storica all’ordine nome+cognome. Dice il linguista Giovanni Nencioni: “Il cognome nasce come specificazione aggiunta al nome proprio della persona, segnalando in molti casi una sua particolare caratteristica: l’essere figlio di (per esempio, Dante Alighieri stava per Dante figlio di Alighiero), oppure l’esercitare una certa professione, avere una particolare caratteristica fisica o il luogo di provenienza”.

Le regole per una corretta firma secondo il Galateo ultima modifica: 2020-05-14T08:36:22+02:00 da Giuseppe Spina
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