I FRANCOFONTESI RACCONTANO FRANCOFONTE

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INTERVISTE

Le tradizioni e i giovani francofontesi: che rapporto c’è?

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Le tradizioni e i giovani francofontesi: che rapporto vige oggi? Ne abbiamo parlato con Angelo, Giuseppe, Giovanni e Salvatore. Quattro ragazzi, tutti Under 30, che recentemente hanno vissuto l’esperienza dei festeggiamenti legati alla Madonna della Neve. Con loro abbiamo discusso di tradizioni, soffermandoci soprattutto su quelle religiose.

Secondo voi, che valore si attribuisce oggi alle tradizioni?

Angelo: “Al giorno d’oggi, la società e la modernizzazione ci portano lontani da quella che è la nostra storia e i nostri vecchi modi di fare. Basti pensare che fino a qualche decennio fa ci si scambiava gli auguri delle feste con le cartoline. Oggi, invece, basta un semplice messaggio”.

Giuseppe: “Secondo me non tutti i giovani danno valore alle tradizioni. Sono molto disinteressati e non li vedo coinvolti. Probabilmente la causa è la mancanza di iniziative che li possano coinvolgere”.

Salvatore: “Manca l’input. Sono gli stessi genitori a non tramandare le tradizioni. Inoltre, tra i giovani manca la curiosità”.

Giovanni: “Per me, personalmente, le tradizioni sono molto importanti e vanno tramandate”.

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Insieme agli intervistati ci siamo soffermati sulle tradizioni religiose

Voi avete recentemente vissuto la festa della Madonna della Neve. Essendo stati parte attiva alla sua realizzazione, quali sensazioni avete provato durante questi momenti così importanti a livello cittadino?

Angelo: “Vivere la festa della Madonna della Neve per un devoto è un qualcosa di speciale. Lo diventa ancora di più se ci si trova ad organizzarla insieme ad altre persone che hanno la tua stessa devozione”.

Giuseppe: “Per me la festa della Madonna della Neve riveste un ruolo fondamentale nella mia vita. Praticamente posso dire di essere cresciuto all’interno del Comitato. Fin da piccolo, infatti, mio nonno mi portava con lui durante le riunioni e poi alla Questua. La tradizione e la devozione mi sono state tramandate e proseguo a vivere anche io”.

Salvatore: “Sicuramente si tratta di un momento importante. Anche io, come Giuseppe, Angelo e Giovanni, faccio parte del comitato, e vivo ogni anno la festa con grande emozione e felicità”.

Giovanni: “Ho una devozione verso la Madonna della Neve e nei giorni di festa seguo vivamente ogni attimo. Per me è sempre un’emozione fortissima rivedere la nostra Patrona”.

Secondo voi, cosa si potrebbe fare per non far sparire le nostre tradizioni?

Angelo: “Si potrebbero fare tante attività. Per esempio dedicare qualche ora, a scuola, alle tradizioni tipiche della Sicilia o del nostro paese facendo appassionare, così, gli studenti. Una cosa ancora più semplice e più bella da mettere in pratica, sarebbe quella di parlare con i nonni e i membri della famiglia, i quali avrebbero sicuramente parecchio da raccontare”.

Giuseppe: “La cosa principale è raccontare le tradizioni del passato e del presente. E ciò deve avvenire non solo per stimolare la curiosità, ma anche per farli affezionare a ciò che ha rappresentato il nostro passato e che dunque fa parte della nostra storia”.

Salvatore: “Bisogna farle rivivere attraverso i racconti. E deve essere principalmente la famiglia ad impegnarsi affinché questo possa accadere. Oppure potrebbero essere avviate iniziative a livello locale”.

Giovanni: “Secondo me si dovrebbe trasmettere, fin da piccoli, i concetti legati alle vecchie tradizione, in modo che i ragazzi possano conoscerli fin dalla più tenera età”.

Per un giovane, quanto contano le tradizioni, partendo dal fatto che ci troviamo in una società che ci impone concetti sempre più legati alla modernità?

Angelo:Le tradizioni sono i nostri segni distintivi. Capita a volte di andare fuori e sapere che Francofonte è subito identificato attraverso la festa della Madonna della Neve, un momento di fede che fa parte della storia culturale e religiosa del nostro paese. Ma non solo, Francofonte viene riconosciuta anche per le sue arance. Questo dovrebbe essere motivo d’orgoglio per tutti noi”.

Giuseppe: “Ci sono giovani che riescono a rimanere legati alle tradizioni e dunque, sono degli affezionati. Altri invece, non conoscendole affatto, si mostrano del tutto disattenti”.

Salvatore: “Sono sicuramente importanti. Contribuiscono alla nostra formazione e costruiscono la nostra identità. Nonostante i messaggi che ci comunica la società, bisogna sempre ricordare chi siamo e le nostre radici”.

Giovanni: “Dobbiamo sempre ricordarci pure le nostre radici. Quelle tradizioni che i nostri genitori e i nonni hanno portato avanti”.

A livello locale, quali momenti appartenenti alla storia francofontese andrebbero valorizzati?

Angelo: “Ci sono tante tradizioni che andrebbero valorizzate e che, soprattutto, non devono essere dimenticate. Come per esempio la ninnarò, vista come un momento di felicità e di gioia per grandi e piccoli. Tuttavia posso constatare che purtroppo, anno dopo anno, se ne vedono sempre meno in giro. Addirittura, persino i giochi di strada sono stati dimenticati!”.

Giuseppe: “Sicuramente Pasqua dovrebbe essere rivalutata. Una volta era molto più sentita. La mia bisnonna mi racconta che un tempo, durante la Settimana Santa, le vicine si riunivano per preparare i biscotti. E nel giorno di Pasqua, al suono delle campane, chi aveva litigato faceva pace. Insomma, si attribuiva un significato religioso maggiore”.

Salvatore: “San Giuseppe. Si respirava di più lo spirito di carità che è proprio della festa”.

Giovanni: “Non ne ho una in particolare. Francofonte è ricco di tradizioni, sia culinarie che folkloristiche. Dobbiamo cercare di valorizzarle tutte”.

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Angelo Lo Terzo, Salvatore Greco e Giuseppe Intruglio durante la festa della Madonna della Neve

Cosa vorreste dire ai vostri coetanei che non hanno interesse verso le tradizioni?

Angelo: “Di non dimenticare la nostra storia, le nostre origini e di impegnarsi, anche minimamente, per non farne perdere traccia nel tempo, e perchè no, creare un piccolo gruppo di appassionati delle nostre tradizioni”.

Giuseppe: “Di non trascurarle perché fanno parte del nostro costume. Altrimenti, saranno destinate a scomparire”.

Salvatore: “Direi loro di tenere sempre a mente che le tradizioni ci ricordano chi siamo. Fanno parte del nostro bagaglio culturale”.

Giovanni: “Ai miei coetanei dico di non far perdere queste tradizioni. Sono molto importanti non solo per il paese, ma anche per i giovani del futuro”.

 

Le tradizioni e i giovani francofontesi: che rapporto c’è? ultima modifica: 2019-09-10T05:45:32+02:00 da Cristina Scevola
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