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INTERVISTE STORIE VALORI

Maresciallo capo Vincenzo Lo Terzo, ‘Nei Secoli Fedele’

Il maresciallo capo Lo Terzo

Il maresciallo capo Vincenzo Lo Terzo è il presidente dell’Associazione Nazionale Carabinieri – sezione di Francofonte. Alle spalle ha una carriera lunghissima nell’Arma. Oggi vogliamo rendere onore e merito a quanti, ogni giorno, si impegnano per la tutela di tutti i cittadini.

Maresciallo capo Vincenzo Lo Terzo: la sua carriera

“Mi sono arruolato nell’ottobre del 1970. Ho fatto l’allievo carabiniere presso la VI Compagnia di Chieti – Scalo. La promozione a carabiniere arriva nel giugno del 1971. Sempre nello stesso anno arriva anche il trasferimento presso il reggimento a cavallo ‘Macao’ a Roma”: ci racconta il maresciallo capo. “Dopo qualche mese sono passato alla Legione Roma – Stazione Carabinieri (Viale Eritrea). Poi, sono stato trasferito presso il Nucleo Radiomobile di Roma (sezione motociclisti). Successivamente ho ricevuto l’incarico di autista presso il Nucleo Radiomobile. Nel 1974 – prosegue –sono stato trasferito presso il nucleo investigativo di Roma con l’incarico di autista. Nel 1977 ho frequentato la scuola Allievi Sottufficiali. Il primo anno ero a Velletri, mentre il secondo a Firenze”.

Vincenzo Lo Terzo Maresciallo

Il maresciallo capo Lo Terzo durante gli anni della scuola allievi sottufficiali a Velletri

Continua ancora: “Finito il corso, sono stato trasferito alla Legione di Messina e destinato presso il Nucleo Operativo di Ragusa. Lì ho preso la specializzazione antidroga e antimafia e agente sotto copertura. Nel 1984 sono stato trasferito alla tenenza di Vizzini (addetto nucleo operativo e radiomobile). Dopo un paio di anni sono passato come capo equipaggio al Nucleo Radiomobile di Catania e successivamente al Nucleo Antidroga di Catania (addetto)”.

Maresciallo capo Vincenzo Lo Terzo: gli encomi

“Ho ricevuto un encomio semplice da parte del Comandante della Scuola Allievi Sottufficiali di Firenze, Colonnello Felice Scalzo. Mentre mi trovavo in congedo, infatti, ho collaborato con i carabinieri di Francofonte all’arresto di un noto pregiudicato del posto. Ho ricevuto altri encomi semplici per servizi antidroga e arresti in flagranza”.

Gli abbiamo rivolto alcune domande per comprendere meglio cosa significa essere un carabiniere.

Ci sono dei casi che ha affrontato e che ricorda ancora oggi?

“Un caso in particolare ancora oggi mi emoziona. Mentre svolgevo il compito di autista alla Radiomobile di Roma, la centrale operativa ci ha inviato in un’abitazione. Qui c’era un bambino che stava soffocando. Il medico, già sul posto, ci disse che se avessimo perso tempo, il bambino non sarebbe sopravvissuto. Ci recammo immediatamente al Pronto Soccorso, senza perdere tempo. Lì ricevette tutte le cure necessarie. Grazie al nostro tempestivo intervento, il bambino si salvò”.

Cosa significa essere un carabiniere?

“Mio padre era un carabiniere e quindi sono cresciuto con i valori dell’Arma. Chi indossa l’uniforme ha dei sani principi e dei valori che l’Arma contribuisce ad aumentare con l’esempio e i sacrifici. Anche di vita umana“.

Associazione Nazionale Carabinieri

L’Associazione Nazionale Carabinieri

Quali sono i valori di un carabiniere?

Essere a disposizione del cittadino; osservare le leggi; farle osservare. Un carabiniere lavora senza orari, deve essere leale nei confronti dei superiori e dei cittadini. E anche quando è in congedo, resta sempre un carabiniere. Perchè gli alamari non sono cuciti soltanto sulla giubba, ma anche sulla propria pelle. A dimostrazione di ciò, la bandiera dell’Arma è insignita di onorificenze per i molteplici atti di eroismo”.

Come mai la scelta di aprire la sezione dell’Associazione Nazionale Carabinieri?

“Restando sempre fedele all’Arma dei Carabinieri, unitamente ai colleghi in congedo di Francofonte, si è deciso di aprire la sezione dell’A.N.C.. L’obiettivo è continuare a essere utili alla cittadinanza”.

Maresciallo capo Vincenzo Lo Terzo, ‘Nei Secoli Fedele’ ultima modifica: 2019-09-06T08:09:50+02:00 da Cristina Scevola
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