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INTERVISTE

‘Precursor’ di Marco Castiglione vince al Paris Film Festival

Precursor

Il filmmaker e VFX artist Marco Castiglione ha vinto il best VFX Award al Paris Film Festival con Precursor, prequel di Cursor.

Allora Marco, come procede la tua attività di filmmaker?

“Da anni mi occupo di Vfx (effetti visivi) per il cinema e non solo perseguendo sempre il mio desiderio/sogno, quello di fare il regista. Il compito è arduo e complesso. E la strada in salita è lunga e costernata di difficoltà. Ma la mia prerogativa è quella di non demordere. La pazienza e la perseveranza sono un po’ il mio mantra, la mia indole innata. Questo mi ha portato negli anni a realizzare, spesso nei ritagli di tempo, i miei progetti personali. Che, posso assicurare, hanno un valore emotivo ed creativo enormemente superiore dei progetti professionali per altre aziende”.

“Attualmente sono impegnato con la diffusione e l’ iscrizione del cortometraggio Precursor ai festival di tutto il mondo e ad eventi che trattano il cinema di fantascienza e non solo. E, credetemi, questo è un lavoro impegnativo e oneroso, in termini di tempo speso e di soldi impiegati. Ma fa parte della vita di un cortometraggio. E anche della vita del suo autore/creatore”.

Marco Castiglione Precursor
Photo credits: Marco Castiglione

Quanto ha influito la pandemia sulla tua attività?

“Il mio lavoro si svolge principalmente da remoto. Vale a dire che, da casa, riesco a lavorare per aziende che si trovano sparse per il mondo. Una buona connessione che garantisce una discreta velocità di download e di upload e una buona capacità di gestire gli spazi privati da quelli lavorativi, contribuisco ad una certa armonia tra vita a casa e lavoro da remoto. Anche nei momenti di maggiore difficoltà”.

“Il coronavirus, in buona sostanza, mi ha condizionato in termini lavorativi, proprio in modo diretto. Molte aziende sono entrate in crisi per il blocco delle produzioni (le riprese dal vivo). Questo ha creato un netto abbassamento delle richieste di lavoro e una riduzione del cosiddetto recruitment (reclutamento di lavoratori). Coinvolgendomi, ahimé, direttamente. Posso dire che questi due ultimi anni (2020 e 2021) sono stati, come per la maggior parte di noi, da dimenticare”.

Parlaci di Precursor….

“In una Sicilia post-apocalittica, Gea, orfana da tempo, sopravvive con un gruppo di derelitti al riparo dai robot, che da tempo danno loro la caccia. Al ritorno da una perlustrazione in cerca di cibo, delle macchine pedinano la ragazzina. Queste penetrano nel rifugio e fanno una carneficina. Gea scappa lontano e trova la fabbrica, ACL Venator Robotics, dove stampano i robot. Al suo interno ritrova il padre, ormai alienato, che credeva morto. La sua tenacia, però, le costerà troppo cara. Ma dal suo sacrificio nascerà una speranza nuova che cambierà le sorti del futuro”.

Chi sono i protagonisti?

“Renata Sboto è la protagonista di questo mio ultimo cortometraggio uscito nel Giugno del 2021 e in concorso in alcuni festival internazionali. Posso affermare con tutta chiarezza che lei è stata la colonna portante di questa opera. La sua naturalezza recitativa e la forza d’animo e perseveranza emergono dallo schermo in modo vivido, soprattutto nel dialogo finale con il (ritrovato) padre. Tra Gea alias Renata Sboto e il padre (Marco Castiglione) in realtà c’è un vero e proprio dialogo psicologico, interiore, tra la parte recondita che vuole il cambiamento e la parte esteriore di ognuno di noi che incontra quella ostinata resistenza. Lei di fatto impersona la volontà e la speranza, mentre il padre impersona la delusione e la sfiducia”.

Gea predispone il dialogo nella forma dell’intraprendenza, della fiducia e della speranza in visione del cambiamento mentre, il padre, nella forma della rassegnazione e della paura, invitando proprio la figlia, con insistenza, a scappare, a fuggire dal problema. In altri termini potremmo definire il dialogo tra i due, come l’allegoria di un dialogo interiore immaginario, ma non troppo, che tutti noi rivolgiamo, periodicamente, a noi stessi. Difatti, parlando all’io interiore, rivolgiamo domande e riflessioni sulle cose che ci accadono o che sopraggiungono”.

Un dialogo su quello che siamo o quello che vogliamo essere. Ecco, in estrema sintesi, come mi piace definire la forma e la struttura, ovvero il cuore centrale del cortometraggio, attraverso il dialogo tra Gea e suo padre. Dal dialogo tra i due ne scaturisce una risposta che, inevitabilmente, migliora la domanda. Ma non accenno oltre, per non anticipare il finale del cortometraggio”.

Quanto tempo hai impiegato per la lavorazione di Precursor? E quale tecniche hai usato?

“Per la realizzazione del cortometraggio sono stati necessari circa 3 anni di lavoro. La sezione più grossa del film è stata la computer grafica. Quasi metà del cortometraggio è stato realizzato interamente in grafica 3D (Full CGI). Sono state necessarie circa 20000 ore di rendering e circa 20 Terabyte di spazio di archiviazione. La parte iniziale del lavoro è stato lo studio della sceneggiatura insieme alla protagonista Renata. Insieme a lei abbiamo costruito i personaggi di Gea (Renata Sboto) e di suo padre (Marco Castiglione)”.

“Una delle difficoltà maggiori è stato l’allestimento della scenografia principale. Sono stati trasportati circa una tonnellata di componenti di computer e oggetti elettronici da una sola persona, me medesimo. Tutte le persone del cast artisti e del cast tecnico che hanno partecipato, hanno contribuito in forma gratuita. Questo cortometraggio è dedicato a tutti coloro che mi hanno aiutato con il cuore, con le braccia e la mente. Le riprese sono state effettuate con una Dslr Panasonic Gh4 e con due differenti obiettivi: Sony SAL 16-50mm F/2.8 e Sigma 18-35mm f/1.8”.

“Il formato di cattura delle riprese è stato Cine4K. In merito ai Vfx il lavoro è stato lungo e intenso. Per la realizzazione di questo cortometraggio sono stati impiegati circa n°5 Pc e n°8 schede video di fascia altissima. Il software principale di modellazione utilizzato è stato 3D Studio Max versione 2017. Il motore di rendering utilizzato per la resa finale delle scene è stato FStorm”.

“Il formato nativo di esportazione delle scene 3D è stato di 2800 pixel (orizzontali). Il formato finale di esportazione dell’intero cortometraggio è stato, invece, 2560×1440 pixel (cosiddetto QHD). La post-produzione delle scene è stata realizzata principalmente con Nuke e After Effects. Il montaggio del film è stato realizzato con Premiere Pro e l’editing audio è stato creato e manipolato con Audition CC. Le musiche, create da me stesso, sono state composte ed editate con Fruitloop. Un ruolo importante lo hanno avuto i miei amici e colleghi 3D Artist: Antonello Suriano, Aurelio La Ferla e Filippo Soldateschi, per il loro impagabile aiuto materiale e spirituale”.

Robot Apologia
Photo credits: Marco Castiglione

Esiste un legame tra Precursor e Cursor?

“Precursor è il prequel di Cursor, il mio primo cortometraggio SciFi ideato e girato tra il 2014 e il 2015, sempre in Sicilia. Di fatto, questo mio ultimo cortometraggio (Precursor), spiega e chiarisce, in linea generale, come tutto è iniziato. Nella realizzazione di Precursor avevo la necessità, interiore, di dare una certa continuità con il precedente cortometraggio (Cursor). Ma sentivo anche l’esigenza di evolvere il mio stile narrativo e linguistico, con particolare enfasi all’aspetto vista visivo/visionario. Così ho implementato la complessità geometrica dei robot e di tutti gli oggetti virtuali (3D props) che ho realizzato ad hoc per il cortometraggio”.

“Ho apportato sostanziali aggiornamenti alla costruzione complessiva del corto, soprattutto dal punto di vista degli effetti visivi (VFX). Con lo scopo di mostrare agli altri ma soprattutto a me stesso, di aver maturato un linguaggio più ricco di dettagli e aggiornato, nei limiti, ovviamente, di una produzione a budget quasi zero. Una delle componenti complesse di integrazione tra live action e CGI (scene reali dal vivo e scene interamente generate in 3D) ha riguardato la fase di integrazione del robot che, al fianco del padre di Gea, viene illuminato ad intermittenza da ben cinque fonti luminose, seguendo rigorosamente il riferimento della scena reale (live action). Per fare ciò, si è svolto un grande lavoro di pre-concettualizzazione e pre-visualizzazione, necessario per avere una anteprima generale del cortometraggio prima ancora di creare e finalizzare lo stesso”.

In termini semplicistici, ho creato un cortometraggio parallelo prima del cortometraggio vero e proprio. Questo processo, in gergo tecnico, viene definito preview. Facciamo un esempio molto semplice. Quando si costruisce un palazzo, un edificio, magari alto dieci piani, si fanno tutti i lavori preliminari di calcolo e pre-visualizzazione ancor prima di effettuare i lavori di costruzione veri e propri. Lo scopo è quello di sapere prima, ovvero, di vedere prima (preview) cosa e come si dovrà affrontare il lavoro vero e proprio, sia in termini tecnici sia in termini di costi. E a proposito di budget (costi), vorrei sottolineare che un film di fantascienza, che mediamente fruiamo nelle piattaforme digitali oggi (Netflix, Amazon Prime, ecc), ha un costo che può aggirarsi intorno ai dieci/quindici milioni di euro, ben 10000 (diecimila) volte più oneroso del costo complessivo di Precursor”.

“Capite bene che i termini di paragone sono impensabili in questo ordine di grandezza. Mettere sullo stesso piano o sulla stessa bilancia, un cortometraggio di venti minuti che ha un costo di mille e cinquecento (1500,00) Euro con un film che mediamente può costare anche quindici milioni di Euro è totalmente sbagliato, insensato oltre che inappropriato. Insomma, il cinema è una macchina spendacciona che consuma tanti soldi, ma ad onor del vero, ne fa guadagnare altrettanti: anzi molti di più. Dal precedente assunto, si evince che l’argomento costi di produzione o di realizzazione sono indiscutibilmente centrali nella realizzazione di un cortometraggio, così come nella realizzazione di un film. Anzi si potrebbe dire che i costi determinano la natura, la forma e la sostanza per la maggior parte dei film realizzati”.

‘Precursor’ di Marco Castiglione vince al Paris Film Festival ultima modifica: 2021-09-09T08:36:19+02:00 da Cristina Scevola

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