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Santa Lucia, biografia e iconografia della martire siracusana

Santa Lucia

Nella giornata in cui si celebra Santa Lucia, siamo tornati a parlare con il seminarista Jack Ferrera che ci ha raccontato alcune notizie sulla martire siracusana.

Santa Lucia: gli scritti biografici

“L’agiografia di Santa Lucia (gli scritti biografici), risalgono alla fine del V secolo d.C.; si tratta del Passio del codice greco Papadoupolos e gli Acta dei Martiri. Lucia è una giovane ragazza di famiglia nobile della Città di Siracusa. Perde il padre in tenera età e la cresce la Madre Eutychia”: ci dice il seminarista. “Essa si ammalò di forti emorragie e decise di andare in pellegrinaggio con la figlia presso la tomba della martire Agata per chiedere la grazia della guarigione”.

Santalucia
Santa Lucia

In preghiera Lucia si addormentò e le appare la giovane Sant’Agata circondata da angeli e le disse: “Lucia sorella mia, vergine consacrata a Dio, perché chiedi a me ciò che tu stessa puoi concedere? Infatti la tua fede ha giovato a tua madre ed ecco che è divenuta sana. E come per me è beneficata la città di Catania, così per te sarà onorata la città di Siracusa””: spiega.

La morte di Lucia

“Tornata a Siracusa fece voto di verginità e diede le sue ricchezze ai poveri. Ci troviamo nel III secolo e la Chiesa è perseguitata dall’imperatore Diocleziano; questo è il secolo più feroce delle persecuzioni cristiane. Venne arrestata e processata dinanzi al prefetto Pascasio, Lucia si rifiuta di bruciare incenso alle divinità romane e perciò torturata. Le varie torture non ferirono minimamente la Martire. Dopo aver ricevuto la Santa Comunione, ella profetizzò a Pascasio la fine delle persecuzioni, la pace della Chiesa e la caduta dell’impero romano; il prefetto, umiliato e in collera, la decapitò (secondo le fonti latine fu sgozzata): era il 13 dicembre 304, Lucia aveva 21 anni circa”: racconta quando parla del decesso della martire.

Il legame tra Sant’Agata e Santa Lucia

E poi prosegue parlando di Agata e Lucia, due martiri accomunate dallo stesso destino. Agata e Lucia sono due figure femminili che oggi possono dire molto alle ragazze dei nostri giorni” sottolinea. “Sono l’esempio vivente di donne che sono andate controcorrente (perché non si sono sottomesse alle leggi imposte degli uomini)- aggiunge-. Il coraggio che hanno avuto di portare avanti con coerenza e integrità i propri ideali fino a donare la vita senza rinnegare Cristo e il suo Vangelo. Agata e Lucia – ci dice- rientrano nella preghiera del canone romano e sono venerate anche dalla Chiesa orientale”.

Jack Ferrera
Il seminarista Jack Ferrera

Il legame con i siracusani

Quello tra Santa Lucia e i siracusani (compresi i francofontesi) è un rapporto profondo e che dura da secoli. Il legame tra la martire e siracusani è indissolubile e fondato sull’unica roccia che è Cristo ci spiega il seminarista. “La città di Siracusa ha potuto sperimentare più volte la sua potente intercessione- spiega -. Ricordiamo due momenti: la fine della grande carestia il 13 dicembre 1646 annunciata dal volo di una quaglia sul palazzo episcopale con l’arrivo di 3 navi cariche di grano; qui nasce la ricetta della cuccia. E la protezione del terremoto avvenuto il 13 dicembre del 1990 che ha distrutto buona parte della Sicilia provocando anche molte vittime”: ricorda. Il terremoto del 1990 causò diversi danni anche a Francofonte.

L’iconografia legata alla martire siracusana

L’iconografia rappresenta la martire con un piattino contente i suoi occhi- sottolinea-. Questo perché in primis è legato sia al nome che vuol dire luce (infatti è invocata come protettrice della vista); sia per le numerose tradizioni che si sono tramandate nei secoli che parlano di questo giovane pagano che si era innamorato di Lucia in particolare dei suoi occhi”. “Ella – conclude-, pur di non rifiutare Cristo e infrangere il suo voto di verginità, si cavò gli occhi e glieli diede su un vassoio d’argento”.

Santa Lucia, biografia e iconografia della martire siracusana ultima modifica: 2020-12-13T09:00:00+01:00 da Cristina Scevola

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