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Se l’integrazione parte dal campo di calcio…

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Quando il calcio diventa simbolo di integrazione - Foto di Giuseppe Gueli

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Spesso, quando si parla di calcio, si pensa alle rivalità in campo e tra i tifosi. Ma il calcio può diventare anche un grande strumento di integrazione. E un bellissimo esempio ci arriva direttamente dal progetto che vede lavorare insieme il Città di Francofonte e lo Sprar.

Il progetto

Abdoulie Fatty, Kouruma Aboubacar e Faty Ousmane sono tre ragazzi ospiti dello Sprar di Francofonte e che giocano proprio nella squadra verde arancio. “Ci hanno contattato per capire se ci fosse qualcuno di promettente tra i ragazzi”: spiega Attilio Interliggi, che si occupa di accompagnare i tre agli allenamenti e alle partite. “Si sono presentati durante il provino del 25 agosto che ha avuto esito positivo. Durante gli allenamenti, si è instaurato un bellissimo rapporto non solo tra i compagni di squadra, ma anche con tutta la dirigenza e lo staff del Città di Francofonte”.

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Tutti in campo ad esultare dopo un gol!

“Li abbiamo scelti perché abbiamo visto in loro dei ragazzi di talento”: raccontano invece dalla dirigenza del Città di Francofonte. “Abbiamo cercato di metterli a loro agio facendoli sentire parte del gruppo. In campo hanno molta serietà e molta educazione. Tra i ragazzi c’è un rapporto equilibrato, scherzano e parlano tra di loro…insomma, si respira un’aria di famiglia!”: proseguono ancora. “Noi, come dirigenza, abbiamo piena fiducia in loro e nel resto della squadra”.

“Alcuni dei ragazzi già in passato si sono iscritti nelle scuole calcio. Abbiamo visto un’apertura nell’organizzazione del Città di Francofonte. Ci si accorge che non si tratta solo di una passione, ma è anche un modo per creare un’unione tra gli stessi ragazzi”: ci dice la dottoressa Luana Baudo, coordinatrice dello Sprar.

“Lo sport conta tantissimo e per i ragazzi ed è diventato un momento della giornata importante. Quasi tutti sono collocati in associazioni sportive. I ragazzi sono ben inseriti nel territorio, soprattutto nel contesto sportivo, anche perché molti degli stessi frequentano gli istituti scolastici, fanno alternanza scuola – lavoro come tutti gli altri e di conseguenza hanno anche modo di interagire con gli altri coetanei”: ci racconta la dottoressa Gaia Barresi, coordinatrice dello Sprar.

I ragazzi in campo

Ma chi sono i giocatori? Cerchiamo di conoscerli meglio. Abdoulie Fatty ha 19 anni, è del Gambia. Indossa la maglia numero 8 ed è una mezzala. Arriva a Francofonte nel maggio del 2017. Nei primi mesi, incontra delle difficoltà legate al fatto di non conoscere la lingua italiana. Ma questo non ferma Abdoulie, che, pian piano, impara l’italiano. A proposito della sua passione per lo sport ci dice: “è qualcosa che ho sempre amato. Il calcio è sempre stato un mio sogno. Quando gioco sono felice. In squadra mi sento a casa. La cosa più bella del far parte di un gruppo è che non esistono le differenze. Ci rispettiamo gli uni con gli altri”. E per quanto riguarda il futuro ci racconta: “sarebbe un sogno diventare un calciatore professionista”.

I ragazzi in campo durante una partita - foto di Giuseppe Gueli

Durante una partita del Città di Francofonte – foto di Giuseppe Gueli

Anche Kouruma Aboubacar ha 19 anni. Gioca da centrale e indossa la maglia numero 13. “Da bambino mi piaceva lo sport. Giocavo in strada a calcio con gli amici”. Arriva a Francofonte nel 2016. All’inizio, come è accaduto anche per Abdoulie, incontra difficoltà a livello linguistico, ma poi, ci dice: “ho studiato per apprendere la lingua italiana”. A proposito del suo arrivo tra gli uomini di mister Chiavaro ci racconta: “è stata un’emozione troppo grande. È fantastico vivere in squadra. Si fanno nuove amicizie e sono felice quando la gente mi riconosce per strada e mi identifica come un giocatore del Città di Francofonte”. E i suoi sogni per il futuro? Semplici e normali, come tutti i ragazzi della sua età. “Il mio obiettivo è quello di studiare e di crearmi un famiglia e di lavorare”.

Faty Ousmane ha 21 anni e anche lui arriva dal Gambia. Timido e di gran cuore, è riuscito ad integrarsi bene non solo in squadra, ma anche nello stesso paese. Frequenta la scuola e si allena. Tanti sono i progetti che lo hanno visto protagonista. E, come i suoi compagni, adora il calcio e anche lui è contento di far parte della squadra.

“Tutti e tre sono davvero felici di far parte del gruppo – conclude Attilio. L’asd Città di Francofonte è diventata una seconda casa”.

Cristina Scevola

Autore: Cristina Scevola

Laureata in Scienze per la Comunicazione Internazionale con una tesi su Mtv Italia, sono una giornalista con la passione per la cultura, lo spettacolo e lo sport.

Se l’integrazione parte dal campo di calcio… ultima modifica: 2019-01-30T08:21:19+01:00 da Cristina Scevola

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