CULTURA STORIA

Lucia, pellegrina ‘speciale’ di Sant’Agata

Sant'agata

Sant'Agata, martire catanese

Catania si appresta a celebrare Sant’Agata. I festeggiamenti in onore della martire raggiungeranno il culmine nelle giornate del 3, 4 e 5 febbraio. La storia della nostra figghiuzza Lucia, martire siracusana e venerata anche a Francofonte, è fortemente legata a Sant’Agata.

Sant’Agata

Agata nacque nei primi decenni del III secolo a Catania da una ricca e nobile famiglia. A 15 anni decise di consacrarsi a Dio. Quinziano, allora proconsole di Catania, se ne invaghì e, utilizzando l’editto di persecuzione dell’imperatore Decio, la accusò di vilipendio della religione di Stato e ordinò di farla portare al Palazzo pretorio. I suoi tentativi di seduzione fallirono e ordinò un processo contro la giovane che, tuttavia, resistette agli interrogatori e alle torture. Il proconsole le fece addirittura strappare i seni, ma dopo una visione guarì. Venne ordinato che venisse sottoposta al supplizio dei carboni ardenti. Agonizzante, Agata morì nella sua cella il 5 febbraio 251.

La martire siracusana Lucia

Santa Lucia, martire siracusana venerata a Francofonte. Si ricorda il 13 dicembre

Sant’Agata e il legame con Santa Lucia

La presenza della santa è viva e forte nel nostro territorio grazie anche al legame con Santa Lucia. Si racconta che Lucia chiese alla madre Eutichia, malata da tempo, di andare in pellegrinaggio a Catania, presso il sepolcro di Sant’Agata, per chiedere la grazia della guarigione. Il 5 febbraio dell’anno 304 le due donne arrivarono nel capoluogo etneo. Una volta giunte al sepolcro, si inginocchiarono e iniziarono a pregare, tra le lacrime, la martire.

Mentre pregava, Lucia venne colta da una visione. Le apparve Sant’Agata in mezzo a schiere di angeli e le disse: “Lucia Sorella mia, Vergine Dio, perchè domandi a me quello che tu stessa puoi concedere? La tua fede ha giovato a tua madre, ed ecco che è divenuta sana. Tu ti sei consacrata a Dio nella verginità e perciò come per me la città di Catania viene ricolma di grazie del cielo, così per te lo sarà la città di Siracusa”.

Effettivamente la madre Eutichia ricevette la grazia e Lucia, una volta tornata a Siracusa, per ringraziare il Signore, decise di dare tutto ciò che era in suo possesso ai poveri e di consacrarsi a Dio.

Si tratta di un’episodio importante, che sottolinea il forte legame tra le due sante, tra l’altro quasi coetanee. Santa Lucia, infatti, visse tra il 283 e il 304 circa; la santa catanese, invece, è vissuta tra il 231 e il 251 circa. Due giovani donne, Lucia e Agata, accomunate dalla stessa forte fede religiosa, che hanno subìto martiri in un’epoca caratterizzata dalle persecuzioni. 

Il quadro conservato nella chiesa dell'Angelo

“Martirio di Sant’Agata”: il quadro è conservato nella chiesa dell’Angelo

Sant’Agata a Francofonte

La chiesa dell’Angelo conserva tracce della presenza del culto di Sant’Agata. All’interno della struttura ecclesiastica è presente un dipinto che ricorda il martirio della Santa catanese. La scena rappresentata nel quadro ricorda l’episodio concernente il taglio delle mammelle con delle tenaglie. Si tratta di uno dei martiri imposti dal console romano Quinziano alla giovane Agata.

Il quadro, realizzato con tecnica olio su tela, misura circa 220 * 330 centimetri e si trova collocato sul lato destro dell’edificio ecclesiastico. A quanto pare, sembra che il quadro risalga alla seconda metà del XVIII secolo. Invece, per ciò che concerne l’autore che ha realizzato l’opera, non si conosce il nome.

 

Cristina Scevola

Autore: Cristina Scevola

Laureata in Scienze per la Comunicazione Internazionale con una tesi su Mtv Italia, sono una giornalista con la passione per la cultura, lo spettacolo e lo sport.

Lucia, pellegrina ‘speciale’ di Sant’Agata ultima modifica: 2019-02-01T08:39:58+02:00 da Cristina Scevola

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