SPORT

Vincenzo Castiglia: “Il calcio insegna il significato della parola sacrificio”

Vincenzo Castiglia

Castiglia con la maglia dello Scordia Calcio

Oggi vi presentiamo Vincenzo Castiglia, esperto difensore centrale attualmente in forza allo Scordia Calcio, squadra inserita nel girone B del campionato di Eccellenza. Nato il 12 dicembre 1983, Castiglia indossa la maglia numero 5 della squadra rossoblu.

Eccovi la nostra intervista…

I sogni da bambino

Ti piaceva il calcio da bambino?

“Ero malato di calcio. Il pallone crea dipendenza. Tutta l’infanzia e l’adolescenza l’ho trascorsa giocando per strada. Dove c’era un pallone si giocava a calcio. Sempre. Non c’era vento, freddo o caldo che riuscisse a fermarmi”.

Vincenzo Castiglia Giovane

Un giovanissimo Vincenzo Castiglia

Da bambino sognavi di diventare un calciatore a livello professionistico?

“Certo. Solo che quando si inizia a giocare tardi e magari non si comincia da un settore giovanile importante, tutto diventa molto più difficile. In ogni caso, sono più che soddisfatto della mia carriera e non devo ringraziare nessuno, perché è stata frutto di tanto sudore, fatica e sacrifici”.

Quando hai iniziato a giocare ufficialmente?

“Ufficialmente ho iniziato a giocare a quindici anni. Giocavo per strada da bambino. A quell’età, poi, tramite un compagno di classe, ho iniziato a frequentare la scuola calcio del ‘Real Lentini’, disputando il campionato con i Giovanissimi Provinciali, il primo d me giocato a livello agonistico”.

La parentesi del calcio a 5

Dopo l’esordio arriva il calcio a 5…

“Sì, dai sedici ai venti anni, infatti, ho fatto calcio a 5 a Francofonte per poi riprendere di nuovo a ventidue anni. All’epoca c’era Nino Maceo e il presidente era Giovanni Tuzza. Ho giocato con la squadra ‘Nuova Idria’ e abbiamo vinto il campionato di Serie D e la Coppa Trinacria”.

Quando sei approdato all’ASD Francofonte?

“All’età di ventitré anni. Ad allenare la squadra c’era Luca Cannistraro. Il presidente era Pino La Terra. L’ingresso in squadra ha anche segnato il mio ritorno al calcio a 11. L’anno successivo siamo andati in Promozione. Purtroppo, però, non siamo riusciti a mantenere la categoria. Ho giocato, sempre con il Francofonte, altri due anni in Prima Categoria, vincendo il campionato nel 2008 con l’allora presidente Nuccio Salomone”.

Quali altre esperienze hai avuto dopo il Francofonte?

“Nel dicembre 2010 sono andato alla Leonzio, vincendo il campionato di Promozione nella stagione 2010/2011”.

Raccontaci invece della tua esperienza con lo Scordia…

“Nel 2012 sono approdato allo Scordia, perdendo la finalissima Play off. Nella stagione successiva ho vinto il Campionato di Promozione. Ho continuato a giocare con la società fino al 2017. Nel 2016 ho avuto anche una piccola parentesi con l’Atletico Catania, ma poi sono ritornato di nuovo allo Scordia in Serie D”.

Dove hai militato nelle ultime stagioni?

“Ho ripreso a giocare dopo lo stop per un infortunio al ginocchio nella stagione 2017/2018. Sono stato fino al dicembre del 2018 nel Licodia, nel campionato di Promozione. Poi ho deciso di far ritorno allo Scordia, perché è ancora forte il mio desiderio di giocare in un campionato di livello superiore”. 

I migliori ricordi

Quali sono gli allenatori che ricordi con più affetto?

“Innanzitutto il compianto Nino Maceo, il mio primo allenatore. Poi ricordo i mister Pippetto Romano e Serafino durante la mia esperienza con lo Scordia. Non posso non citare mister Pidatella, che ho avuto nel periodo della Leonzio.  Poi, Luca Cannistraro, francofontese come me, che mi ha inculcato gli ideali del sacrificio e del lavoro duro”.

Vincenzo Castiglia Scordia

Insieme ai compagni di squadra dello Scordia

Quali partite ricordi in particolare?

“Sicuramente la finale dello spareggio Promozione disputata tra Francofonte e Ragazzini Generali. C’erano gli spalti pienissimi di gente venuta a guardare la partita. Un’ altra partita importante che ricordo è la semifinale spareggio playoff giocata a Sorrento tra lo Scordia e il Sant’Agnello”.

Perché secondo te il calcio è importante come sport?

“Il calcio è una palestra di vita. Ti aiuta a socializzare, ti insegna a lavorare duro, a soffrire. Dal calcio si apprende il significato del sacrificio”.

Cosa farai una volta terminata la tua esperienza in campo?

“Quando finirò di giocare ho intenzione di prendere il patentino da allenatore”.

Vincenzo Castiglia: “Il calcio insegna il significato della parola sacrificio” ultima modifica: 2019-01-11T09:27:48+02:00 da Giuseppe Spina

Commenti

To Top