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Un corso per conoscere la didattica a distanza e integrata

Corso Gianluca Rescica

Un corso per conoscere la didattica a distanza e quella integrata: ne abbiamo parlato con Gianluca Rescica, formatore, founder e managing director di Togethere. Il formatore ha tenuto un corso dal titolo “Didattica a distanza. Piattaforme di partenza”, nato in collaborazione tra il Movimento etico digitale e l’Ente di Formazione Gruppo Pleiadi scs, con sede a Limena (PD).

Parlami del corso…

“Non posso dimenticare e non posso che sorridere quando ripenso da cosa nasce il primo corso terminato da poco sulla DaD e la DDI (didattica a distanza e didattica digitale integrata).

Durante una calda e afosa giornata di metà agosto, seduto sotto l’ombrellone di un bar a Lentini con un caro vecchio amico di liceo, Saro, con il quale eravamo intenti a ricordare vecchi e divertenti aneddoti scolastici al gusto di una granita alla mandorla, ricevo una telefonata dal mio altrettanto caro amico Davide Dal Maso, fondatore del Movimento Etico Digitale.

Con aria entusiasta ma con tono impositorio mi minaccia di inviargli immediatamente un mio curriculum vitae perché entro le 12 occorreva trasmetterlo al MIUR per dei corsi sulla didattica a distanza che avrei dovuto tenere.

In tutto ciò, e a 15km da casa, erano le 11.45! Fortunatamente esistono le mail quali fantastici archivi, oltre che mezzi di trasmissione, e proprio da una mail sempre inviata ad un altro ente per un corso accreditato dal Miur sono riuscito a estrapolare un mio CV e a inviarlo entro mezzogiorno.

Il corso il cui titolo esatto è “Didattica a distanza. Piattaforme di partenza”, nasce in collaborazione tra il Movimento etico digitale e l’Ente di Formazione Gruppo Pleiadi scs, con sede a Limena (PD)”.

Corso Online
I formatori Gianluca Rescica e Giuseppe Sferrazzo

Come è stato strutturato il corso?

“Il corso di formazione è stato pensato e strutturato per essere erogato in maniera sincrona attraverso la piattaforma digitale Zoom.

E’ stato strutturato in 5 macro aree o moduli, tutti di grande importanza per le sfide che la didattica si è trovata a dover affrontare:

  • La DaD e la DDI, cosa sono e perché sono importanti
  • Gli strumenti e i tool per la DaD
  • Personal storytelling digitale nella DaD
  • Educazione Civica Digitale
  • DaD, emozioni e relazioni

Ogni modulo, della durata di 4 ore, ha previsto una parte teorica, una parte multimediale e una parte pratica, dove i discenti hanno potuto constatare il loro grado di conoscenza della materia e di apprendimento, attraverso dei test appositamente preparati.

Il tutto attraverso un metodo di scambio continuo e di feedback che hanno reso sempre presente e parte attiva ogni discente, durante l’erogazione della formazione

Chi sono stati i destinatari del corso e quando ha avuto inizio?

“I destinatari del corso sono stati insegnanti dell’infanzia, di scuola primaria e secondaria. Visto l’alto numero di partecipanti al corso, l’Ente ha creato 2 classi distinte di insegnanti. Gestire troppi utenti su una piattaforma digitale nasconde non poche criticità. Esiste un numero massimo che consente il giusto livello di apprendimento e partecipazione, oltre il quale la qualità e l’efficacia dei contenuti iniziano a venire meno”.

A tuo avviso, perché l’applicazione della didattica a distanza ha riscontrato qualche difficoltà nelle scuole italiane?

“Purtroppo devo dire che l’applicazione della DaD nelle scuole italiane ha riscontrato molto più che qualche difficoltà. A differenza di quello che si potrebbe pensare la didattica a distanza, così come la didattica digitale integrata sono metodologie esistenti da molti anni e utilizzate in altri sistemi scolastici.

Durante il corso di formazione mi sono divertito a definire gli insegnanti italiani come i pionieri di un sistema altrove ben conosciuto e collaudato. Si badi bene, in questa mia affermazione c’è tutta la stima per una scuola che con impegno, passione e professionalità sta affrontando enormi difficoltà di varia natura.

Dobbiamo fare i conti purtroppo con un digital divide veramente forte:

  • Mancanza di internet nelle famiglie o linee poco performanti;
  • Impreparazione da parte dei genitori a gestire una situazione didattica del tutto nuova;
  • Mancanza nelle famiglie di device quali pc, tablet, smartphone;
  • Scarsa conoscenza di strumenti e tool digitali da parte degli insegnanti;
  • Mancanza di attrezzature digitali nelle scuole (lim, pc, internet).

E la lista potrebbe ancora continuare.

Fortunatamente siamo un popolo che riesce a fare di necessità virtù e con grande impegno, dedizione ed entusiasmo, i nostri insegnanti stanno sfoderando tutti i loro super poteri, la loro creatività e la loro capacità di riadattamento per far si che la didattica a distanza e la didattica digitale integrata, così come richiesto dal Ministero dell’Istruzione, diventi parte integrante e consolidata del sistema scolastico”.

Dad Ddi

Durante il corso, quali criticità hai riscontrato tra gli insegnanti?

“Devo dire che non ci sono state particolari problematiche o criticità durante lo svolgimento del corso. Alcuni insegnanti hanno raggiunto già un buon livello di digitalizzazione e abbiamo scoperto con piacere quanto siano stati capaci di ingegnarsi, trovando soluzioni efficaci e creative per far si che le lezioni si svolgessero nel migliore dei modi possibili, nonostante spesso le difficoltà legate ad uno schermo che piuttosto che essere un “medium”,  in molti casi si è rivelato invece un muro tra l’insegnante e l’allievo”.

Altri insegnanti, soprattutto quelli con più anni ed esperienza alle spalle, hanno sofferto un po’ di più l’approccio con il digitale, ma grazie ad uno spirito di squadra veramente forte sono stati aiutati e consigliati dai colleghi più giovani ed esperti.

Purtroppo a causa di quel famoso digital divide di cui parlavamo prima, alcuni insegnanti sono stati costretti a seguire le nostre lezioni con la webcam spenta perché non disponevano di una connessione veloce ed adeguata. Questo è un grosso problema che andrebbe risolto perché l’elemento visivo nella DaD è fondamentale. Se viene a mancare anche questo elemento, diventa veramente difficile per non dire impossibile poter fare lezione in maniera efficace e qualitativa.

Come bisogna approcciarsi alla didattica a distanza sia dal lato degli studenti che da quello degli insegnanti?

 “Credo di poter dire che per entrambi, studenti ed insegnanti, occorre approcciarsi alla DaD ed alla DDI con impegno ed entusiasmo. Sono 2 elementi importantissimi per far si che questo metodo possa essere ben compreso ed appreso.

Sicuramente i ragazzi di scuola secondaria avranno meno difficoltà e saranno più indipendenti nell’acquisire nuove skills digitali in ambito didattico, rispetto ai piccolini dell’infanzia e della scuola primaria. Qui gioca un ruolo fondamentale la famiglia. Essa non può esimersi dal dare un’importante contributo ed un sostegno agli sforzi ed al lavoro pregevole e ammirevole che stanno facendo gli insegnanti.

Questi ultimi devono avere un atteggiamento positivo e proattivo. Essere open minded e ricettivi. Stiamo organizzando nuovi corsi di formazione sulla DaD e la DDI, proprio per formarli e dare loro i giusti strumenti che li mettano in condizione di creare sempre più #valore e #qualità nella nuova didattica.

Secondo te, quanto dovrebbe essere necessaria un’”educazione” per quanto riguarda l’utilizzo dei mezzi informatici?

Con questa domanda tocchi un argomento molto delicato e a cui tengo moltissimo e che purtroppo desta in me molta preoccupazione. Avrai sicuramente sentito e letto del caso “Jonathan Galindo” e della tragedia che ha investito in pieno una famiglia di Napoli il cui figlio di 11 anni si è tolto la vita lanciandosi dall’undicesimo piano di casa sua.

Questa come altre tragedie purtroppo scaturiscono da un’allarmante mancanza di conoscenza, ormai inaccettabile da parte di ragazzi ed anche di adulti sui pericoli che nasconde il digitale. Se per primi i genitori non conoscono il mondo virtuale dove si muovono quotidianamente i loro figli, come potranno mai proteggerli da pericoli e tragedie sempre in agguato?

In quanto formatore del Movimento Etico Digitale, ho avuto modo di parlare con diverse famiglie di Napoli, alcune delle quali conoscenti della famiglia dove si è consumata quella tragedia. In sinergia con esse e con le scuole del luogo, mi sto attivando per poter fare degli incontri di sensibilizzazione e di informazione. Queste famiglie dicono tutte la stessa cosa: “abbiamo molta paura per i nostri figli; non dormiamo più la notte se ripensiamo a quel povero bambino e al suo gesto. Aiutateci, non sappiamo nulla di questo mondo e delle insidie che nasconde!”.

Serve molta, moltissima informazione ed educazione, rivolta soprattutto ai genitori. Loro hanno il compito di essere il primo filtro importantissimo tra i loro figli e il web, specie quelli più piccoli. Non mi stancherò mai di dire che il web è forse il più bel dono che l’uomo ha fatto all’uomo; ma solo se usato con coscienza, consapevolezza, etica e morale!“.

In futuro, quale valenza avrà la didattica a distanza nelle scuole?

Il Ministero dell’Istruzione ha pubblicato le Linee Guida per la didattica Digitale Integrata (DDI); erano state già previste dal Piano per la ripresa di settembre, pubblicate lo scorso 26 giugno e passate al vaglio del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione. Queste Linee Guida sono state di seguito inviate anche alle scuole per una loro concreta applicazione.

Già da questo possiamo intuire come la direzione che si vuole seguire è quella di una totale e definitiva integrazione della didattica digitale con la didattica tradizionale. Quantomeno nelle secondarie di secondo grado. L’obiettivo che ogni Istituto scolastico dovrà porsi sarà quello di capitalizzare l’esperienza maturata con la didattica a distanza (DaD) durante i mesi del lockdown.

Quest’ultima rimarrà uno strumento di emergenza qualora si rendesse necessaria   una nuova sospensione delle attività didattiche in presenza. Per la scuola dell’infanzia e per la secondaria di primo grado non sarà obbligatorio ricorrere alla DDI ma soltanto alla didattica in presenza.

Per rispondere alla tua domanda, la didattica a distanza già adesso ha assunto una valenza molto importante. Lo abbiamo visto dalle Linee Guida del Ministero dell’Istruzione, dove si parla espressamente di una “riorganizzazione della didattica” alla luce delle nuove necessità emerse nel mondo della scuola.

Il digitale è qualcosa che fa ormai parte in maniera stabile della vita di ognuno di noi. Come qualsiasi altro strumento può essere utilizzato in maniera corretta o errata, e sta a noi decidere che uso farne.

Di necessità virtù abbiamo detto, e noi italiani siamo stati costretti, forse fortunatamente, a fare uso della tecnologia anche nella didattica, scoprendo le qualità e i vantaggi che ne possono derivare.

Corso Dad Ddi
I formatori Gianluca Rescica e Giuseppe Sferrazzo

Infine, cosa puoi dirci della didattica 4.0?

La didattica 4.0 è una didattica blended; un didattica dove la tradizionale classe diventa classe capovolta, flipped classroom , dove l’attore protagonista è lo studente e l’insegnante diventa regista.

Siamo ormai lontani da una concezione della didattica di stampo fordista; dove il sapere fruisce “a catena di produzione” ed in direzione unilaterale dal docente al discente.

La didattica 4.0 è una didattica di “creazione” e di “compartecipazione”. E’ lo studente a creare, apprendere e condividere il sapere.

Ecco, in questo scenario la “multimedialità” rappresenta, potremmo quasi dire, allo stesso tempo un mezzo indispensabile e la ciliegina sulla torta!

Mi viene da pensare al digital personal storytelling e ai tool digitali che permettono allo studente di “raccontarsi”. Lo screencast, il podcast, i tool per creare e raccontare attraverso un e-book; la realtà aumentata e la realtà virtuale quali mezzi non più futuristici per un’esperienza didattica sempre più immersiva.

Potremmo scrivere non so quanti altri articoli in merito!

Il futuro della didattica è già adesso”.

Un corso per conoscere la didattica a distanza e integrata ultima modifica: 2020-10-19T10:38:06+02:00 da Cristina Scevola
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