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MITI E LEGGENDE

I gelsi, il loro colore e la storia d’amore di Piramo e Tisbe

Gelsi

Dietro al colore dei gelsi c’è un famoso mito raccontato da Ovidio: la storia d’amore (impossibile) di Piramo e Tisbe.

Gli amori impossibili nella letteratura

La letteratura, sia italiana che straniera, ha sempre raccontato di amori impossibili. Basti pensare al racconto di Romeo e Giulietta di William Shakespeare. O ancora, a Dante Alighieri con la vicenda di Paolo e Francesca. Ma il capostipite, in assoluto, è senza alcun dubbio Ovidio. Lo scrittore latino nato a Sulmona nel 43 A.C.  narra la storia dell’amore impossibile tra Piramo e Tisbe nel suo capolavoro “Le Metamorfosi”. L’opera contiene più di 250 miti di trasformazioni, dal Caos fino all’apoteosi di Cesare e Augusto. Il racconto di Piramo, considerato “di tutti i giovani il più bello”, e di Tisbe “la più spendida fra tutte le fanciulle che l’Oriente abbia mai avuto”, viene narrato nel quarto libro (IV) de Le Metamorfosi.

Gelsi Raccolti
Immagine di repertorio

Il colore dei gelsi: la leggenda di Piramo e Tisbe

Piramo e Tisbe erano due giovani babilonesi che abitavano i case vicine. Il loro amore fu più forte dell’odio che le famiglie provavano reciprocamente. Una volta, i due giovani furono sorpresi a baciarsi e di conseguenza vennero rinchiusi nello sgabuzzino del palazzo. Tuttavia, Piramo e Tisbe, tramite una piccola fessura nel muro che separava le abitazioni, riuscivano a comunicare sussurrandosi dolci parole d’amore. Per poter stare insieme, progettarono perfino un piano per fuggire. I due si sarebbero dovuti incontrare sotto l’albero di gelso. Tisbe fuggì al calar della sera. Arrivò nel luogo prestabilito. Poi Tisbe si accorse della presenza di una leonessa che si stava dirigendo nella fonte vicina, così fuggì; ma nella foga le cadde il velo. La leonessa lo prese e lo lacerò, sporcandolo col sangue della sua ultima preda.

Gelsi Piatto
Immagine di repertorio

Una volta giunto alla fonte, Piramo vide il velo lacerato e sporco di sangue. Preso dalla disperazione e pensando che l’animale avesse ucciso Tisbe, prese il velo e si uccise con un pugnale. Tisbe uscì dal nascondiglio per raggiungerlo, ma quando arrivò all’albero di gelso, trovò una triste sorpresa. Vide il corpo dell’amato Piramo privo di vita. Disperata, urlò: “Tu, albero che ora copri coi tuoi rami il corpo sventurato d’uno solo di noi e presto coprirai quelli di entrambi, serba un segno di questo sacrificio e mantieni i tuoi frutti sempre parati a lutto in memoria del nostro sangue!”. E poi si uccise. Dopo aver estratto il pugnale, Tisbe si puntò il pugnale al petto, uccidendosi. La sua preghiera commosse gli dèi. Ed è per questo che il colore delle bacche è nero.

Una storia d’amore emozionante

Quella che vi abbiamo raccontato sopra è una storia che, come già detto, fa parte delle “Metamorfosi”, capolavoro di Ovidio. Al di là del legame tra il colore dei gelsi e i due personaggi, si tratta di un bellissimo racconto che emoziona e che è ancora attuale. Un racconto che ci ricorda della forza dell’amore e di quanto possa essere talmente potente il legame tra due persone a spingerli a commettere un atto così estremo quale può essere il suicidio. Al termine di questa storia, proprio per la forza che le compete, va fatta una riflessione importante: che valore ha oggi l’amore? Diventa, infatti, sempre più complicato instaurare legami duraturi, a causa della volatilità degli stessi. Ahimè, cambiano i tempi e cambiano anche i rapporti.

I gelsi: perchè consumarli?

Innanzitutto cominciamo col dire chei gelsi contengono un antiossidante, il resveratrolo, utile per la circolazione. Inoltre contengono molteplici vitamine e molti minerali. Grazie alle fibre presenti, sono ottime per la funzionalità intestinale. Se al fatto di essere buoni, aggiungiamo anche che sono importanti per la nostra salute e che l’origine del loro colore è legato a una storia d’amore così intensa, allora ne vale la pena consumarli.

#fruttidasogno

I gelsi, il loro colore e la storia d’amore di Piramo e Tisbe ultima modifica: 2020-08-10T08:54:01+02:00 da Cristina Scevola

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