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Fichi d’India: i benefici e gli impieghi in cucina di questo straordinario frutto

Fico d'India
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Frutto dalle straordinarie proprietà, il Fico d’India cresce rigoglioso anche nel nostro territorio. Ma vi siete mai chiesti quali sono i suoi benefici e come è arrivato fino a Francofonte? Scopritelo nel nostro articolo!

Fichi d’India: notizie e curiosità

Si tratta di una pianta grassa appartenente alla famiglia delle Cactaceae, che può raggiungere i 3 metri d’altezza. Originaria dell’America Tropicale, il Fico d’india, il cui nome botanico è “Opunthia ficus-indica“, è stato introdotto in Europa da Cristoforo Colombo per realizzare impenetrabili siepi.

Da allora si è largamente naturalizzato, divenendo spontaneo in Sud-Africa e nel Mediterraneo. In Italia vive soprattutto nel meridione e nelle isole (e anche nelle campagne francofontesi). Il FUSTO è costituito da articoli appiattiti chiamati cladodi (meglio conosciute come pale). I FIORI si sviluppano in primavera e lungo il margine delle pale e sono solitamente di colore giallo.

Fico d'India - fiore

Il fiore del fico d’India

Da settembre a dicembre maturano i FRUTTI, (in dialetto francofontese sono noti come ficurini), la cui superficie esterna è cosparsa di minutissime spine. È possibile ritardare il periodo di maturazione dei frutti fino alla fine dell’anno, usando l’accorgimento di staccare i primi fiori (scozzolatura) per stimolare una nuova e tardiva fioritura da cui si formano frutti più dolci e succosi. Tradizionalmente la raccolta di quest’ultimi avviene con la “brocca”, una sorta di doppio bicchiere di latta collegata ad un bastone; con essa si possono raggiungere i frutti a distanza di sicurezza e staccarli, evitando in tal modo di pungersi.

Azione farmacologica e benefici

La mucillagine, contenuta nelle cosiddette “pale”, contiene due tipi di polisaccaridi con diverso peso molecolare. Entrambi possiedono delle caratteristiche in grado di promuovere la riepitelizzazione/cicatrizzazione.

Negli anni passati erano tantissimi i francofontesi che vivevano grazie all’agricoltura. E chi lavorava nei campi a quei tempi, quando si feriva, raccoglieva subito una pala di fico d’India, toglieva la cuticola esterna, e come se fosse una garza, la applicava sulla ferita aperta. Fasciata con bende e lasciata per alcuni giorni, la ferita cicatrizzava. E ancora oggi questo metodo viene utilizzato!

I fichi d’India nella cucina francofontese

Dolce tipico del nostro territorio e che viene ricavato dall’utilizzo dei frutti è la MOSTARDA di Fichi d’India. Questa ricetta, fa parte delle nostre più antiche tradizione contadine, nasce dalla necessità di conservare per l’inverno questi frutti estivi che, una volta maturi, sono altamente deperibili.

Pale

Pale di fichi d’India

Mostarda di fichi d’India: ingredienti

Questi gli ingredienti necessari per la mostarda:

  • FICHI D’INDIA
  • AMIDO
  • CANNELLA
  • NOCI O MANDORLE TRITATE

Mostarda di fichi d’India: procedimento

1 -Lavare e sbucciare i fichi d’india utilizzando dei guanti spessi, tagliarli a pezzettini e metterli in una pentola;

2-  Accendere la fiamma (medio-bassa) e fare cuocere i fichi d’india per circa 1 ora;

3-  Spegnere il fuoco e fare raffreddare tutto;

4- Freddato il tutto, filtrare con un sacco di cotone ( cosi narra la tradizione) e spremere fino a fare uscire tutta la parte liquida;

5-  Misurare il succo, versare di nuovo tutto in pentola, ed aggiungere 100 grammi di amido per ogni litro,  insieme a cannella noci o mandorle tritate;

6- Continuare la cottura a fuoco lento e mescolare continuamente;

7- quando il composto avrà raggiunto una consistenza simile a quello di una crema, la mostarda è pronta!

Come consumarla

Si può consumare fresca come morbido dolce al cucchiaio con una spolverata di granella di mandorle, o versare negli appositi stampini, per poi asciugarla al sole per 4/5 giorni. In quest’ultima modalità la mostarda può essere consumata anche dopo diverse settimane.

Fichi d’India: i benefici e gli impieghi in cucina di questo straordinario frutto ultima modifica: 2018-11-02T08:43:39+02:00 da Adelia Todaro

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