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SCUOLA

Paolo Dinaro: “L’arte racconta la nostra cultura”

Storico Dinaro

Noi tutti conosciamo Paolo Dinaro in quanto apprezzato storico ed autore del volume “Francofonte 1693-1746. Il terremoto e la ricostruzione”. Attualmente sta concludendo i suoi studi universitari per conseguire un’altra laurea. Insieme a lui continuiamo il nostro viaggio alla scoperta delle università.

Allora Paolo, cosa stai studiando attualmente?

“Frequento il dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania. Sono iscritto al corso di laurea in Storia dell’Arte. Si tratta della seconda laurea magistrale che conseguo. A Pavia, infatti, ho studiato Filosofia alla Triennale e Storia dell’Europa alla Magistrale. Mi considero a tutti gli effetti uno studente universitario recidivo. All’inizio mi ero iscritto a ingegneria; compreso l’errore, ho optato per qualcosa che era affine ai miei studi pregressi, avevo frequentato il liceo classico. Ho perso un anno, ma sono riuscito a recuperarlo durante il corso della mia carriera universitaria”.

Copertina Libro
La copertina del volume

Come mai la scelta di ritornare di nuovo sui libri e conseguire un’altra laurea?

“La scelta è stata un po’ obbligata. Nonostante le lauree in Filosofia e Storia dell’Europa, mi sono accorto di non avere crediti per l’insegnamento. Visto che c’era una situazione di transizione, ho preferito prendere un’altra laurea”.

Invece Paolo, a proposito del tuo corso di laurea, come è strutturato? Quali materie si affrontano?

“Le tipologie di materie studiate sono di ambito storico e storico-artistico. I crediti variano da 6 a 9”.

Parlaci dei docenti…

“Ci sono insegnanti molto preparati che ti fanno appassionare alle materie e ti spingono ad approfondire e conoscere l’argomento che ti propongono”.

Come ha reagito la tua facoltà di fronte al lockdown?

“L’università ha reagito nell’unica maniera possibile: facendo lezioni online e creando apposite piattaforme. Tuttavia, a causa del lockdown, le bliblioteche si sono fermate e molte delle cose non potevano essere fatte. A oggi alcune attività non possono essere svolte: per esempio, non è possibile recarsi in biblioteca se non per prendere e consegnare i libri. Questo crea delle difficoltà specie quando si è laureandi o si sta approfondendo una determinata materia”.

Paolo Dinaro

Cosa ti sta dando, a livello personale, il tuo corso di laurea?

“A parte aver conosciuto un sacco di persone quasi tutti interessati ai diversi ambiti della storia dell’arte, mi ha arricchito a livello culturale. Sicuramente mi permette di guardare alle opere con uno spirito critico diverso”.

Per uno storico dell’arte, che valore hanno i documenti scritti al fine di avere informazioni chiare e precise su una determinata opera?

“Spesso sono controversi. La lettura di un documento può fornire molte informazioni, ma bisogna imparare a porre al documento le giuste domande e in questo ci sono le difficoltà maggiori. Dipende dal tipo di documento che può essere scritto in una lingua che non è l’italiano corrente; dunque, avrà al suo interno termini tecnici o dal significato poco chiaro e non è detto che dica esattamente quello che vorremmo sapere. Facciamo un esempio: un documento di commissione di un’opera scritto da un notaio, non può essere considerato una descrizione perché l’opera ancora non esiste e lui è più interessato a far sapere quanto viene pagato il pittore o il falegname o il doratore; oppure a dati quali le dimensioni e le tempistiche entro cui deve essere consegnata. E’ importante? Sì, molto. E’ fondamentale? Dipende. E’ leggibile? Molto spesso, solo dopo molte ore passate a cercare di capire la scrittura del nostro notaio e qualche amarezza”.

Infine Paolo, pensi che l’arte possa aiutare a comprendere la bellezza di ciò che ci circonda?

“L’arte ci può aiutare a comprendere le nostre radici e la nostra cultura. Può essere un modo per raccontare chi siamo e verso quale direzione stiamo andando e che, citando il Gattopardo, continuiamo a essere degli dei”.

Paolo Dinaro: “L’arte racconta la nostra cultura” ultima modifica: 2020-09-24T06:10:48+02:00 da Cristina Scevola
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